Nella Milano di Sala l’asilo è un cantiere

Nella Milano di Sala l’asilo è un cantiere. E non per dire: mentre i bambini si trovano in classe partiva nella stanza vicino partiva il rumore e il tremolio imposto dal martello, sollevando polveri e la paura dei bambini più sensibili. Repubblica, non volendo creare problemi al proprio sindaco, ha scritto un articolo che definire criticabile è un complimento. Va bene tutto, ma visti i fiumi di inchiostro sui bambini che si spendono in altre occasioni, questa volta il giornale di Verdelli poteva prendere le parti dei bambini e non di Giuseppe Sala. Noi almeno lo facciamo, unendoci alle maestre, le prime a chiedere una mano ai genitori degli alunni perché una situazione del genere era intollerabile. Nell’asilo di via Giucciardi 3/A al posto delle finestre ci sono teli di plastica, lo stesso edificio è ancora “imbustato” in un cantiere, alcune stanze sono allagate, la polvere è ovunque, insomma nella Milano di Sala l’asilo è un cantiere. E fino a venerdì c’erano appunto gli operai che lavoravano durante le lezioni, poi i genitori allertati dalle maestre hanno chiamato i vigili del fuoco che hanno imposto l’evacuazione: non ci sono le uscite di emergenza, la spiegazione data ai genitori sorpresi. Quindi nella Milano di Sala l’asilo è un cantiere, senza uscite di sicurezza per altro.

Dopo la chiusura imposta dai vigili del fuoco però la scuola ha riaperto. Un lunedì come un altro per l’Amministrazione, tanto abituata ad avere cantieri aperti da tenerne uno per i bambini. Madri e padri che potevano scegliere o hanno ritirato i figli o li hanno tenuti a casa, altri sono stati costretti a portarli in via Guicciardi. L’unica reazione della giunta Sala è stata stoppare gli operai negli orari scolastici. Un passo avanti, ma il vero problema era che i lavori dovevano essere chiusi il 2 settembre  e non è successo (anche questo molto tipico nella Milano dell’era corrente): il sindaco era impegnato una volta di più a occuparsi di altro invece che di amministrare la città. Tanto Corriere e Repubblica hanno ottimi rapporti con Sala, sempre in predicato di diventare ministro o premier nel futuro. E sappiamo quanto attaccarsi alle gonne del candidato giusto possa favorire la carriera dei corifei che si fanno passare per giornalisti. Da quel lato non arriveranno mai critiche vere al manovratore, ma non per questo le opposizioni devono restare zitte. Le minoranze hanno strumenti per farsi sentire, se non rimangono abbagliati dalla sfavillante Milano raccontata dallo story telling del sindaco. Se la grande stampa si è allineata al potere, la politica non è obbligata ad allinearsi. Intanto pubblichiamo una lettera di una mamma a cui Sala ovviamente non ha risposto, anche in questi giorni è troppo impegnato per occuparsi di Milano e dei suoi figli.

Caro sindaco Giuseppe Sala,

è normale che nella Milano di oggi i nostri figli debbano andare all’asilo nido all’interno di un cantiere? Ma come potete pensare che, edificio agibile o meno in base alle disposizioni vigenti, dei bambini minori di tre anni vivano le loro giornate in una struttura circondata da impalcature, in mezzo a polvere e odore di muffa, tra stanze barricate dietro tendoni di plastica, operai sul tetto, rumori di calcinacci e trapani, con tutti i disagi che un cantiere edile di certe dimensioni può riservare?Sono queste le condizioni per rendere le scuole dei nostri figli “sicure”? Stamattina abbiamo chiamato i Vigili del fuoco dopo aver visto allagate le stanze del nido dove i bambini dovrebbero giocare e mangiare la pappa. I Vigili del fuoco ci hanno fatto sgomberare l’edificio, in fretta. I nostri figli ora sono a casa al sicuro e apprendiamo dai giornali che lunedì mattina vorreste tornare ad accoglierli nell’edificio di via Guicciardi 3A. Avete i poteri magici per chiudere un cantiere in un weekend oppure volete davvero che dei bambini, così piccoli, debbano passare l’autunno e parte dell’inverno in queste condizioni? Il cantiere è già in ritardo e il freddo è alle porte. Perché nei giorni scorsi, nonostante le nostre sollecitazioni, nessuno ci ha dato rassicurazioni o fornito documenti certi per assicurare la sicurezza della struttura? E ora che i Vigili del fuoco hanno fatto ci sgomberare in fretta e furia l’edificio noi dovremmo riportare lunedì mattina i nostri figli a giocare sotto le impalcature solo perché voi assicurate di rispettare le normative? Quando arriverà il freddo e dovrete chiudere le finestre come si farà con le polveri? Come garantite che le potenti piogge ed eventuali eventi climatici anomali (di questi tempi possibili) non faranno cedere la struttura? Come può un cantiere accelerare se non possono fare rumore negli orari di apertura del nido (si spera) e finire entro questo mese? Come garantite la sicurezza quando ci sono continuamente operai che entrano ed escono dall’edificio? Le domande sono tante. Attendiamo risposte prima di decidere se riportare lunedì mattina all’asilo i nostri piccoli. L’unica cosa che ci conforta sono le loro splendide maestre che in questi giorni hanno fatto di tutto per ridurre i disagi e mantenere il sorriso. Un’altra sede, subito, è il minimo che possiate dare alle famiglie coinvolte. Paghiamo regolarmente le rette scolastiche e i nostri figli sono la cosa più preziosa che abbiamo.

Una mamma dell’asilo nido Guicciardi 3A