Nove a processo per avere occupato case Aler

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Un centinaio di persone, tra cui molti studenti di legge dell’università Statale, hnno preso parte questa mattina all’udienza del processo a carico di nove giovani finiti agli arresti domiciliari nel dicembre scorso con l’accusa di avere occupato case di proprietà pubblica e di avere messo in piedi un’associazione per delinquere finalizzata alla gestione illecita degli appartamenti popolari.

L’udienza, davanti alla quarta sezione penale, durata circa un’ora, è però slittata al prossimo 11 luglio perché non sono stati depositati, fra gli atti del processo, i brogliacci contenenti le trascrizioni delle intercettazioni effettuate dai carabinieri che hanno condotto l’indagine, coordinata dal pm Piero Basilone e dal collega e capo del pool antiterrorismo Alberto Nobili. Nella prossima udienza, in cui è programmata la richiesta di ammissione delle prove, gli avvocati Mauro Straini e Eugenio Losco, legali degli imputati che fanno tutti parte del ‘Comitato abitanti Giambellino Lorenteggio‘, chiederanno formalmente al giudice di fare un sopralluogo nella zona, perché vedano di persona in quali condizioni siano appartamenti al centro delle contestazioni dei magistrati. Richiesta che era gia’ stata annunciata, dopo la scorsa udienza, dagli stessi giovani finiti alla sbarra: “Dall’inchiesta sembrava che le case occupate fossero pronte per essere assegnate a qualcunoavevano detto – mentre, al contrario, sono state abbandonate da anni e le stesse abitazioni di cui si parlava nell’inchiesta sono ancora la, con delle lamiere e in alcune di queste c’è anche l’amianto“.

I nove ragazzi sono finiti a processo con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata all’occupazione abusiva di immobili di proprietà pubblica e alla resistenza a pubblico ufficiale per una presunta gestione illecita di case popolari. Stando all’indagine, la presunta associazione per delinquere che non agiva per fini di lucro, avrebbe avuto “uno scopo comune: una propagandata giustizia sociale a tutela del diritto alla casa, volta a creare una soluzione all’emergenza abitativa, parallela e contrapposta a quella offerta dalle istituzioni“. Aler, l’azienda lombarda per l’edilizia residenziale proprietaria degli immobili al centro dell’inchiesta, si e’ costituita parte civile nel processo.

ANSA