Il primo messaggio pubblico dell’aspirante sindaco Rasia dal Polo

Il primo messaggio pubblico dell’aspirante sindaco Rasia dal Polo. Dopo averlo presentato con un profilo indiretto, oggi vi proponiamo il primo messaggio pubblico dell’aspirante sindaco Rasia dal Polo. Ora infatti è ufficiale, il genovese è pronto, ma servono i via libera di tutto il centrodestra.
“Anno nuovo, vita nuova” si dice, no?
Per la prima volta, da quando l’8 dicembre il mio nome e il mio volto sono finiti su tutti i giornali, vorrei dire una cosa. E lo faccio con profondo rispetto.
Mesi fa mi è stato chiesto di mettere a disposizione di Milano e di tutti i milanesi i miei valori e le mie competenze. Sul tavolo è stata messa l’ipotesi di candidarmi a Sindaco di Milano.
Me lo ha chiesto, come sapete, uno dei partiti della coalizione di centro-destra.
Ovviamente mi ha lusingato, ma ho risposto: “Mi spiace, non faccio il politico.”
Pensavo fosse finita lì e invece mi è stato detto: “Abbiamo pensato a te proprio per questo. In quanto cittadino, manager, persona attenta al sociale.”
A quel punto si è acceso qualcosa dentro di me e non si è più spento. Io a Milano devo tutto.
Sono venuto nella nostra città poco più che ventenne, con un biglietto-treno di sola andata (che conservo ancora), dopo anni di gavetta in Liguria.
Avevo in tasca uno stage di 6 mesi a Radio24. Ho fatto altra gavetta, tanta e durissima. Ho conosciuto la fame a fine mese, ma da Milano non me ne sono più andato. Mi è entrata nel sangue, come se ci fossi sempre stato. E mi ha aiutato tantissimo.
Sono cresciuto qui, umanamente e professionalmente, in anni di radio, tv, giornali e poi con la mia piccola azienda, con il profondo impegno nel sociale e, infine, con le grandi aziende internazionali. Sono arrivato qui da solo. E ho l’orgoglio di dire che nessuno mi ha regalato nulla.
Ma sono, rimango e rimarrò un cittadino.
Io la disponibilità l’ho data e la confermo ai partiti della coalizione, a patto che il progetto sia di tutti e non di un solo partito. A patto che qualsiasi cosa faremo la faremo INSIEME per Milano e per i milanesi.
Ho conosciuto molte persone, anche importanti, ultimamente. Ho respirato un’unione nel centro-destra che non vedevo da un po’ in politica. È quello che vogliamo noi cittadini.
Milano è una tappa fondamentale, se vogliamo cambiare questo paese in meglio, mantenendo ciò che di buono c’è già.
La sfida è difficile, ne siamo tutti coscienti. Il Sindaco uscente è forte e da me stimato. Ma la sua amministrazione ha compiuto alcuni errori gravi negli ultimi due anni. Credo che Milano possa tornare a pensare in grande.
Ora la palla è passata ai leader dei partiti della coalizione. Sta a loro decidere chi affronterà questa sfida.
Mancano pochi mesi e da cittadino dico: rimbocchiamoci le maniche.
Io lo faccio per Milano, che amo. Per i milanesi, tutti. Per mia figlia.
In ogni caso, grazie a chi ha voluto per ora credere con me in questa lucida follia.
Lo diceva Erasmo da Rotterdam nel suo “Elogio della follia”: un invito ragionato a non abbandonare il ‘gioco della vita’ ovvero quella capacità che hanno i bambini di rompere gli schemi, di cambiare rotta, di vedere le cose da un punto di vista diverso, apparentemente ‘folle’.
Ma solo apparentemente.
W Milano. W i milanesi.
Noi siamo pronti.