L’assurda situazione di Piazza Stuparich

L’assurda situazione di Piazza Stuparich

La pandemia c’è, ma non per tutti. È il caso, ormai eclatante, dell’occupazione di Piazza Stuparich in cui da sette anni due immobili privati sono stati sottratti ai legittimi proprietari da un gruppo di aderenti ai centri sociali. E a cui si potrebbero trovare delle più utili destinazioni. Per esempio l’accoglienza dei perseguitati Afghani salvati dai Talebani. Ce ne parla il Candidato al Comune e al Municipio 7 per Milano Popolare Franco Vassallo. vassallo

“Dopo aver passato vent’anni a chiedere la fine dell’occupazione Americana in Afghanistan quello che sto per dire dovrebbe persino essere banale. Oggi che gli Usa si sono ritirati dobbiamo accogliere i perseguitati dei Talebani. Cioè quel regime che, secondo gli amici dei centri sociali, non si doveva sovvertire con la forza. È quindi del tutto ovvio che chi fugge da quell’ideologia di morte debba trovare casa da loro. In quello spazio che tanto non si riesce a restituire ai proprietari. Quindi quale posto è migliore di Piazza Stuparich 18 a Milano?

Il Consiglio ha, infatti, dichiarato sicura l’area. Così sicura da essere anche adatta a trasmetterci le partite dell’Europeo nonostante il Covid. Ha, quindi, tutti i requisiti necessari a questa grande opera umanitaria, che altrettanto certamente, non troverà alcun ostacolo da parte dei proprietari e degli attuali occupanti. I proprietari, finalmente, verrebbero indennizzati per la perdita del bene, bene che ovviamente gli verrebbe restituito alla fine dell’emergenza. E gli attuali occupanti farebbero una grande opera di accoglienza!

La perdita dell’occupazione, peraltro, gli lascerebbe il tempo per trovarsi un lavoro oppure aprire una partita IVA e scoprire le gioie e i dolori di fare impresa per davvero in questo paese, pagando le tasse, facendo gli scontrini ed in generale facendo i capitalisti, ma con il capitale proprio. Non quello di altri non consenzienti. Sarebbe una bella soluzione a una brutta vicenda che ha ormai otto anni. Otto anni in cui, ancora una volta, si è dimostrato che in questo paese la proprietà privata esiste per i compagni e non per i cittadini”.