Contestato da sinistra il nuovo manifesto del GP di Monza - Osservatore Meneghino

Contestato da sinistra il nuovo manifesto del GP di Monza

Contestato da sinistra il nuovo manifesto del GP di Monza. Sarebbe troppo fascista il nuovo manifesto per alcuni esponenti della sinistra lombarda. Ci sono le frecce tricolori e, ancora più grave secondo i contestatori, un richiamo evidente al futurismo. Una corrente artistica che per alcuni è chiaramente riconducibile al fascismo vista la coesistenza temporale dei due fenomeni storici. Un attacco che però ha subito suscitato la difesa e il contrattacco del centro destra. Otello Ruggeri di Fratelli d’Italia ha commentato: “Se non fossero così ignoranti da non sapere cos’è il Futurismo non lo confonderebbero con il Fascismo”. Invece Oscar Strano di Forza Italia è intervenuto così: “#Italia. “È futurista, quindi fascista!” è la sentenza di questa moderna, sciatta e ignorante sinistra che ci tocca sopportare. Epperó qualcosa vi va detto: ad un “coglione non puoi dare dello stupidino, altrimenti si fa delle illusioni” diceva Funari. Vogliamo partire da #Marinetti, il fondatore del movimento futurista? Certo, fu tra i fondatori anche del fascismo. Fu però anche uno dei più vivaci oppositori del regime di Mussolini. Lui era avanguardista, il Mussolini di potere non più. Marinetti era per la lotta alla monarchia, alla borghesia e al Vaticano. Mussolini era diventato per Marinetti simbolo di passatismo, tutto ciò che il manifesto futurista voleva combattere. “Restò comunque un fascista!” Certo, anche nel momento meno opportuno e più squallido, cioè dopo il delitto Matteotti, quando tutti lasciavano la barca. Fu una scelta condannabile? Certo. Ma uomini e tesi vanno contestualizzate, sempre. Non per giustificare ma per comprendere. Per Marinetti tutto era “patria”. Disse e scrisse più volte che la parola ‘patria’ doveva prevalere sulla parola ‘libertà’. “Questo sentimento allora era forte: il fascismo si proponeva come esaltatore e salvatore della patria” – scrive Giordano Bruno Guerri, tra gli storici del fascismo più noti. Marinetti, come tutte le avanguardie, si serviva del potere per sbeffeggiarlo e ne fu un contestatore interno: dice no alle leggi razziali, unico a farlo e paga caro. I futuristi cessano di lavorare e Marinetti si svena per pagarli di tasca propria. Nel 1941 finisce senza una lira e non può pagarsi un’operazione allo stomaco. Era un generoso. Con spirito anarchico. Fece liberare molti prigionieri politici, sia di destra che di sinistra e tra questi #FerruccioParri che sarà il primo capo di governo antifascista. Fu anche un grande nemico di #Hitler, che aveva dichiarato guerra anche alle espressioni artistiche, definendole degenerate, come l’astrattismo, dadaismo, surrealismo, cubismo. Arrivò a dichiarare futuristi anche artisti che non lo erano affatto pur di proteggerli. Un uomo, la sua opera, le sue azioni: va compresa anzitutto la complessità. Il Futurismo non è solo Marinetti, chiaramente, ma è il caso più emblematico. “Maschilista, violento, guerrafondaio”. Probabilmente tutto vero. E molto altro. Soprattutto, fondatore di un movimento che ha rivoluzionato l’arte del ‘900. Rogo?”.