Mercati scoperti, Anva: “Solo a Milano Covid tax agli ambulanti”

Di Alessandro Errico 

Mercati scoperti, Anva: “Solo a Milano Covid tax agli ambulanti”. Lo sfogo arriva dopo che le lunghe polemiche delle scorse settimane di cui l’Osservatore ha dato notizia si sono risolte col via libera alla riapertura dei mercati scoperti, ma limitati alle bancarelle alimentari. Il Comune però ha lasciato soli gli ambulanti a differenza di altre Amministrazioni municipali, una decisione che ha deluso nuovamente la categoria che sta cercando di uscire dalla crisi economica causata dal Covid19: “Siamo contrari al metodo che è stato applicato per la riapertura dei mercati, si tratta di una sorta di ‘Covid Tax’ milanese perché in tutta Italia non c’è un solo comune che faccia pagare una quota pro capite per venire incontro a determinati costi”. Cosi Franco Sacco, presidente di ANVA-Confesercenti Milano, in merito alle spese che gli ambulanti devono sostenere per la sicurezza nei mercati milanesi come il Covid manager che gestisce le aree di vendita, i controllori agli ingressi e alle uscite e le delimitazioni del plateatico di vendita. Sacco ha partecipato in via Osoppo alla prima giornata di riavvio dei mercati cittadini. “E’ il D-day dopo due lunghi mesi di stop per queste imprese che sono tutte a condizione famigliare ed erano in estrema sofferenza. Oggi si riparte con gli alimentari ma la ‘croce’ che rimane – ha spiegato Sacco – è per i colleghi dei banchi di altri generi di vendita: stiamo aspettando il 18 maggio e speriamo di avere delle indicazioni chiare perché i recinti come quello che vedete oggi in via Osoppo non sono adatti per i mercati. I mercati devono essere aperti: chi amministra si deve far consigliare dalle associazioni categoria”. La situazione diventa sempre più complicata per il sindaco Giuseppe Sala, soprattutto perché sogna di essere confermato alla guida di Palazzo Marino, ma in questi cinquanta giorni ha perso molti degli appoggi di cui godeva.