Caso bici Ofo, Fratelli d’Italia: chi vigila sull’utilizzo dei dati forniti ad esponenti del Pd?

Caso bici Ofo, Fratelli d’Italia: chi vigila sull’utilizzo dei dati forniti ad esponenti del Pd? La domanda arriva dopo che Enrico Turato, capogruppo di Fratelli d’Italia in Municipio 9, si è accorto che Amsa invia ai cittadini il numero di telefono di un consigliere di municipio del Partito democratico per segnalare le bici Ofo abbandonate. Ecco allora che i meloniani sollevano la questione:

In seguito all’indicazione ricevuta da AMSA, di segnalare la presenza di una OFO abbandonata via mail o cellulare, a recapiti poi rivelatisi appartenere a un esponente del PD, ho deciso di approfondire la questione per capire da quanto tempo il “servizio” fosse gestito in questo modo”. Lo rende noto Enrico Turato, Capogruppo di Fratelli d’Italia, nel Municipio 9. “Le ricerche mi hanno permesso di appurare che – spiega Turato – già nel settembre del 2019 l’Assessore Massimo Scarinzi e il vice presidente del Consiglio Filippo Andrea Rossi, entrambi del Municipio 3, avevano promosso la loro attività di recupero fornendo gli stessi recapiti. Un servizio che risolvevano segnalando a loro volta i mezzi abbandonati a chi di dovere: la Polizia Locale, attraverso la mail pl.ufficiocentraleveicoliabbandonati@comune.milano.it”. “Perché i due esponenti del PD abbiano preferito far transitare le segnalazioni da loro invece di pubblicizzare il recapito della Polizia Locale posso anche immaginarlo – conclude Turato – la vera domanda cui dare risposta è però: perché AMSA abbia fatto lo stesso?”.

“Quella che si pone ora è la questione legale di come saranno tutelati dall’eventuale uso improprio dei propri dati, quelli che li hanno forniti in buona fede senza sapere di darli a degli esponenti politici”, spiega Otello Ruggeri, Presidente del Circolo Nord Est Milano di Fratelli d’Italia. “Almeno un paio degli iscritti al nostro circolo hanno effettuato segnalazioni simili – continua Ruggeri – e ci sarà facile scoprire se in futuro riceveranno  comunicazioni politiche non richieste, ma non per tutti sarà cosìCi impegniamo quindi fin d’ora – aggiunge – a segnalare al garante per la privacy qualsiasi violazione di cui verremo al corrente e – conclude – ci attendiamo che i due esponenti del PD chiariscano al più presto se hanno provveduto a cancellare tutti i dati sensibili venuti in loro possesso e se questi siano stati conservati in server al di fuori dall’Unione Europea, o comunicati a terzi senza che venisse fornita adeguata informativa”.