Anche la senatrice Pirro confonde libanesi e libici

Anche la senatrice Pirro confonde libanesi e libici. Non bastava il sottosegretario Di Stefano, ci voleva anche un’altra grillina a commettere lo stesso errore. I due esponenti del Movimento Cinque Stelle hanno confuso nei loro tweet i libanesi per i libici. Esprimendo solidarietà ai secondi per l’esplosione di Beirut. Sbagliare può capitare, si chiede scusa e si passa oltre. Però i due politici non sembrano sufficientemente umiili: invece di limitarsi alle scuse, hanno rilanciato difendendosi dietro le vittime. Di Stefano ha proprio citato “i morti” che “restano”. Mentre la senatrice piemontese ha scritto: “Ieri ho commesso un errore, un lapsus corretto immediatamente. Mi dispiace che a latere di una immane tragedia come quella accaduta a #Beirut  faccia notizia un mio tweet. Rinnovo la mia profonda vicinanza al popolo libanese”. Ora forse il punto non è il suo tweet senatrice, ma il fatto che nel Movimento 5 Stelle ci sia così tanta attenzione ai social network da cercare prima il tweet del pensiero. Sarebbe stato difficile riflettere due minuti in più prima di scrivere? No, però avrebbe implicato tempo. Perché ovviamente i libanesi, così come nel caso fosse successo in Libia i libici, non se ne fanno nulla dei vostri tweet. Certo forse nelle vostre riunioni interne (ah a proposito: che fine a ha fatto lo streaming?) vale molto chi ha pubblicato prima su twitter. Voi però ricoprite cariche pubbliche pagate lautamente, avete l’obbligo di pensare prima di agire. O di scrivere. Se no l’unica notizia che passa è che anche la senatrice Pirro confonde libanesi e libici. E giustamente. E speriamo che in questi anni abbia giustificato meglio il suo stipendio, oppure alla fine del mandato mostrerà solo una serie di tweet?