Piazza Baiamonti, la Giunta Sala scarta il verde e sceglie il cemento

Piazza BaiamontiVia libera al completamento del progetto di Herzog e De Meuron in Piazzale Baiamonti. Il Consiglio comunale, che sta affrontando la discussione per l’approvazione definitiva del Pgt, ha infatti respinto l’osservazione al Piano che chiedeva che l’area dove sorgeva l’ex distributore Tamoil fosse vincolata a verde. La proposta, nata dalla raccolta firme di numerosi abitanti dell’area, è stata portata in aula da Carlo Monguzzi, consigliere comunale del Pd e storica anima dei verdi milanesi. Il suo e quello della consigliera Dem Milly Moratti sono stati gli unici voti contrari al respingimento della proposta, mentre il loro compagno di partito, Alessandro Giungi, si è astenuto.

L’assessore all’Urbanistica, Pierfrancesco Maran, aveva espresso il parere negativo della Giunta, spiegando che il secondo troncone del progetto realizzato dagli architetti svizzeri “rappresenta una delle proposte più interessanti di riqualificazione in Europa e sarebbe sbagliato impedirla”.

Per il consigliere Monguzzi “sarebbe stato importante dare un segnale di rilievo e un messaggio, che è: meno cemento e più alberi – ha detto -. Avevamo l’occasione di passare alla storia come quelli che hanno spezzato una piramide di cemento in due e piantato 60 alberi al suo posto“. “Sarebbe stato un bel segnale da parte dell’Amministrazione per dimostrare che la tanto declamata partecipazione alla questione climatica e’ qualcosa di serio”, ha spiegato il consigliere di Forza Italia Alessandro De Chirico, in linea con la visione Monguzzi come anche la pentastellata Patrizia Bedori e Basilio Rizzo, capogruppo di Milano in Comune. Sul tema delle nuove costruzioni, inoltre, il Consiglio comunale ha anche modificato e rivisto i requisiti ambientali necessari per le nuove costruzioni e per gli edifici ristrutturati. Da questo punto di vista, il Pgt prevede che gli immobili di nuova costruzione siano a emissioni zero di CO2 e che rispettino un indice di Riduzione di Impatto Climatico, raggiungibile con la realizzazione di superfici permeabili, tetti e pareti verdi.

Lo stesso indice deve essere rispettato dagli edifici ristrutturati, che devono al contempo ridurre le emissioni di CO2 prodotte. Entrambi i parametri sono monetizzabili, anche se, per quanto riguarda l’indice di riduzione di impatto climatico è stata posta una soglia minima. I ricavi derivati dalle monetizzazioni verranno investiti in interventi di depavimentazione per aumentare le superfici filtranti in città, per la forestazione e per il parco metropolitano.