Via Guicciardi: l’asilo di Sala fa ancora acqua

guicciardiVia Guicciardi: l’asilo di Sala fa ancora acqua. Tanta da costringere il primo cittadino a ordinarne la chiusura. Tra un proclama e l’altro infatti il sindaco Giuseppe Sala spesso si dimentica di amministrare la città, motivo principale per il quale ha ottenuto la fiducia e lo stipendio dai milanesi. Concentrato com’è però sul marketing personale ha lasciato a piedi 60 famiglie. Il centrodestra è complice e miope, perché non combatte i genitori presi per il naso dal Comune: se viene chiesta una quota di iscrizione per un servizio e poi il servizio erogato è molto diverso dal previsto si potrà ben parlare di presa in giro? Secondo i genitori dell’asilo pure di più: si sono infatti rivolti a un avvocato perché la situazione è diventata intollerabile. Lasciamo la parola proprio alla lettera aperta inviata e ignorata da Palazzo Marino. Suscita una certa sorpresa e curiosità vedere che proprio in questi giorni il Comune stia sponsorizzando su Facebook i lavori finiti in un’altra scuola comunale. Ma forse è solo pensar male da giornalisti.

“L’asilo di via Guicciardi 3/A si è di nuovo allagato. Il Comune di Milano stavolta ha dichiarato la struttura inagibile e mio figlio ieri ha trovato il cancello chiuso. Tutti a casa, senza risposte. Ieri sera alle 20.15 una segretaria del nido mi risponde al telefono e mi dice che da oggi, per venti giorni, Alessio deve frequentare un asilo a Bruzzano a 5 km da casa e dalla materna dove frequenta suo fratello maggiore. E dopo? Nessuno ancora lo sa. Nessun’altra comunicazione ufficiale, fino ad ora.
Come possono pensare che bambini di un anno (alcuni anche lattanti) vengano smistati e rimbalzati da un asilo all’altro, con tutine e pannolini in un trolley stile “studenti fuori sede”, creando immensi disagi a noi genitori? Così, di fatto, ci stanno impedendo di andare al lavoro… alla faccia delle politiche di conciliazione lavoro-vita. Così, di fatto, costringono noi genitori lavoratori full time, e senza nonni, a improvvisare quotidianamente soluzioni per i nostri figli, senza dormirci la notte… alla faccia del sostegno alle famiglie. Così, di fatto, ci costringono a pagare babysitter costosissime senza alcuna garanzia di risarcimento… alla faccia del sostegno alla natalità. Ora faccio una semplice domanda a Laura Galimberti e Beppe Sala: potete accettare che nella città che amministrate 60 famiglie vivano questa situazione? Ed era tutto prevedibile, visto che a settembre era già successo e l’impresa aveva ammesso pubblicamente di non essere sufficientemente attrezzata per gestire il maltempo. Venite a parlare con noi genitori, ascoltate le nostre richieste e lamentele… e almeno, dico almeno… garantite la gratuità del (dis)servizio finora offerto.
Almeno metteteci la faccia.

Michela Finizio (mamma di Alessio)

E ora cosa succederà? Qualcuno si muoverà per via Guicciardi dove l’asilo di Sala fa ancora acqua.