Counterintelligence, all'Istituto Germani il corso di alta formazione - Osservatore Meneghino

Counterintelligence, all’Istituto Germani il corso di alta formazione

istituto germaniCounterintelligence, all’Istituto Germani il corso di alta formazione. Cos’è il controspionaggio e cosa la contro ingerenza? Come si muove e come dovrebbe muoversi chi è all’opera per difendere un sistema Paese? E come è cambiata questa professione nella nuova era digitale? A queste e molte altre domande ha provato a rispondere il corso di alta formazione organizzato dall’Istituto Gino Germani di Scienze sociali e studi strategici. Humint, Sigint, Cyber spionaggio, Imint e Masint sono alcuni degli aspetti specifici approfonditi durante il seguitissimo corso tenutosi nella sede della Società Geografica Italiana.

I relatori di primo livello hanno cercato di tratteggiare un quadro completo per un tema molto complesso, citando sia le tecniche messe in campo dalle “barbe finte” che i sistemi moderni messi in campo dagli Stati come la nuova era della disinformatia , o altrimenti detta industria delle fake news. Ma anche uno studio di casi specifici come il “verme”, una spia agli ordini di servizi esteri che avrebbe operato in Italia senza mai essere presa diventando un mito degli anni ’90. Tra tutti i relatori è emerso un filo comune che riguarda l’Asia: mentre si discute ancora di Russia, “un Paese che ha la produzione industriale della Spagna” è stato precisato durante il corso, la Cina riesce a far sentire tutto il suo potere. Un esempio per tutti è quando uno degli esperti di guerra digitale ha raccontato di come un attacco arrivato dalla Cina sia riuscito in tempi recenti a trasferire per un quarto d’ora l’intera internet verso la Cina. Un fatto pericolosissimo per la sicurezza dei Paesi che la usano, perché è stata la dimostrazione di come si possano rubare tutte le informazioni del mondo. Magari trovando la via per bloccare aeroporti, ospedali e basi militari. Ma non ci sono solo le figure nuove, anche vecchi schemi che si ripropongono come l’attuale situazione del porto di Trieste che rischia di diventare un nuovo Pireo: secondo il generale Mauro Obinu sul porto si sta vivendo una nuova guerra fredda. Ma i porti per la Cina sono essenziali per dispiegare il suo potenziale commerciale visto che i mari sono ancora controllati dagli Stati Uniti. Tutte informazioni e temi che sono stati approfonditi dall’interessante corso organizzato dall’Istituto Gino Germani.