La Lombardia ripiomba in primavera: Covid e lockdown

La Lombardia ripiomba in primavera: Covid e lockdown. Gli stessi errori, la stessa miopia. Non è cambiato nulla. A confermarlo Massimo Galli, l’infettivologo del Sacco diventato una delle voci razionali del 2020. “Le persone che lavorano con me sono amareggiate da vedere la stessa situazione di marzo – ha dichiarato a SkyTg24 – gli ospedali stanno riaprendo rapidamente, non progressivamente, spazi dedicati al covid in reparti dedicati al resto”. Una situazione disarmante, soprattutto per i lombardi che ieri hanno avuto la conferma di quanto la situazione non sia sotto controllo perché è stata sottovalutata: il tracciamento dei contagi è completamente sfuggito di mano. A dirlo il responsabile dell’Ats Milano. Quindi non sappiamo chi si è contagiato, dove, chi ha incontrato, insomma non abbiamo il controllo del virus. Perché fino ad oggi l’unico sistema per combatterlo sarebbe avere una conoscenza millimetrica dei focolai. Invece si è preferito parlare di attacco alla Lombardia, calcio, e altre idiozie belle e buone. E ora la Lombardia rimpiomba in primavera: Covid e lockdown. Senza un piano preciso se non riaprire l’ospedale in Fiera, come se insieme ai macchinari fossero pronti negli armadi anche gli stock precongelati di medici e infermieri. Ci aspettano settimane dure, perché gli “eroi” della primavera si stavano appena riprendendo da un’onda pesantissima. Paura e stanchezza non sono problemi veri per i sanitari abituati alla morte e alle malattie e a turni massacranti, il problema è la delusione. La plastica sensazione di non avere alle spalle nessuno se non un sistema basato sull’improvvisazione. Sull’attenzione ai soldi in tutte le sfaccettature possibili, invece che sulle persone. Una classe dirigente che pensa solo alla settimana, al massimo al mese. Non hanno un piano se non per la loro sopravvivenza politica. E grazie a questa miopia la Lombardia rischia tantissimo perché a Bergamo sono morte migliaia di persone, ma Milano ha dieci volte tanto gli abitanti della città simbolo del Covid fuori controllo. Una delle prime misure dovrebbe essere volta a rincuorare chi si ritrova a contare i morti come in primavera.