Il Municipio 9 nel mirino per una croce celtica - Osservatore Meneghino

Il Municipio 9 nel mirino per una croce celtica

In Municipio 9 nervi tesi nel PdIl Municipio 9 nel mirino per una croce celtica. E’ solo l’ultimo inciampo di una lunga serie per il Municipio 9 che dopo decenni di dominio della sinistra era finalmente passato al centrodestra. Le speranze erano tante, invece ora il Municipio 9 è nel mirino per una croce celtica visibile durante un collegamento ufficiale alle spalle del consigliere Enrico Turato. Il fatto, specialmente perché si trattava di una riunione online istituzionale, ha scatenato furiose polemiche dalla sinistra. Sia estrema che non. Anche l’Anpi si è espressa con un duro comunicato. E Stefano Indovino, capofila del Pd, ha chiesto le scuse ufficiali di Turato, esprimendo una posizione più moderata rispetto a chi ne chiedeva le dimissioni: “Nel corso della commissione Educazione ed edilizia scolastica di questa settimana, il consigliere di Fratelli d’Italia Enrico Turato si è collegato con alle spalle una croce celtica. L’aula virtuale, in cui svolgiamo le nostre attività consiliari in questo periodo di emergenza pandemica a favore e in nome di tutti i cittadini del Municipio 9, non può tollerare, né virtualmente né fisicamente, simili provocazioni e l’esposizione di qualsiasi simbolo che richiami periodi bui del passato. Il consigliere Turato con questa azione ha mancato rispetto all’organo collegiale che lo ospita, ai cittadini e alla Città di Milano medaglia d’oro della Resistenza. L’episodio, a nostro avviso, è ancora più grave perché né il presidente del Consiglio di Municipio né quello della Commissione sono intervenuti durante la commissione o, successivamente, durante il consiglio, benché sollecitati dai consiglieri di opposizione, per richiamarlo prontamente all’osservanza delle regole. Chiediamo un immediato e doveroso intervento da parte del Presidente dell’Aula consiliare, del Presidente di Municipio, della maggioranza di cdx con strumenti adeguati. Chiediamo, infine, le scuse del consigliere, a garanzia del rispetto delle Istituzioni e della cultura democratica”.