Ristrutturazione del debito: così si salvano azienda, dipendenti e la propria serenità

Ristrutturazione del debito: così si salvano azienda, dipendenti e la propria serenità

Nel mio precedente articolo vi ho parlato di come, durante la crisi economica, a tutti i soggetti non fallibili, quali privati e titolari di partita Iva, fosse stata offerta la possibilità di uscire dalle posizioni di sovraindebitamento attraverso un’apposita legge. In questo illustrerò invece, come anche agli imprenditori sia stata offerta la stessa opportunità attraverso “gli accordi di ristrutturazione del debito” ex artt. 182 bis e ss. Legge fallimentare, con l’ulteriore vantaggio di sanare i propri debiti senza dismettere l’attività e licenziare i dipendenti.

Gli accordi di ristrutturazione del debito sono inseriti all’interno delle norme sul concordato preventivo, del quale mutuano gran parte della disciplina, con alcune sostanziali differenze:

-non vi è il commissorio giudiziale nominato dal Tribunale competente; la procedura è interamente gestita dall’imprenditore con i propri consulenti e l’attestatore scelto sempre da costui;

-la gestione dell’azienda rimane in capo al management;

-la mancata approvazione da parte del tribunale degli accordi sottoscritti con i creditori non determina automaticamente il fallimento dell’impresa;

-è possibile stralciare i debiti contributivi e quelli verso l’erario come nel concordato.

I soggetti della procedura sono:

-l’imprenditore, purchè fallibile ex art. 1 legge fallimentare.

-il legale dell’imprenditore, che dovrà predisporre il piano industriale da sottoporre ai creditori per il loro voto;

-l’attestatore del piano, che attesta la veridicità dei dati e la sostenibilità finanziaria di quanto proposto;

-i creditori, che voteranno il piano;

-eventualmente i terzi finanziatori del piano, soci, banche, etc.

Le fasi della procedura:

-redazione del piano industriale da sottoporre ai creditori per il loro voto;

-voto dei creditori, che dev’essere favorevole nella misura almeno del 60% dell’importo dei crediti vantati;

-attestazione positiva dell’attestatore;

-deposito del piano con tutti i documenti, gli accordi con i creditori e l’attestazione presso il tribunale ove ha sede legale l’impresa;

-approvazione del piano da parte del tribunale;

-esecuzione degli accordi contenuti nel piano;

-eventuale impugnazione da parte dei creditori dissenzienti davanti alla corte d’appello.

Benefici principali del piano:

-gli atti e i pagamenti effettuati in esecuzione del piano non sono revocabili:

-a questi non si applicano i reati di bancarotta fraudolenta preferenziale o di bancarotta semplice;

-la parte dei debiti “stralciata” non costituisce sopravvenienze tassate;

-drastica riduzione dei debiti erariali e contributivi.

Lo strumento sopra descritto in modo molto succinto consente all’impresa la prosecuzione della propria attività, salvaguardando i posti di lavoro e liberando risorse finanziarie indispensabili se del caso per finanziare la ripresa.