Dacci oggi il nostro Pane Quotidiano

Dacci oggi il nostro Pane Quotidiano. Chi non vive il sogno della famiglia perfetta, durante i giorni di celebrazione del Natale, sperimenta spesso un senso di profonda solitudine e di amarezza per i dissapori e le delusioni vissute. Quando a ciò si aggiunge il fallimento economico e la povertà verso la quale si è impietosamente scivolati, spesso per colpa di altri, l’atmosfera si fa decisamente pesante.

A Milano, così come in tante altre città, si sono viste lunghe fila di persone alle sedi delle Onlus per ricevere un pasto caldo nel giorno di Natale. Persone “normali”, sole, ridotte in povertà. A Milano. Il sindaco Sala, tra i volontari, si è dichiarato fiero di appartenere ad una città che affronta il bisogno con tanta solidarietà. Ma è davvero così? Tutto inizia con l’amore diceva Celine. Così come lastricata di buone intenzioni è la via che conduce all’inferno di Samuel Jackson. Invero, sembra che la vera tragedia non sia tanto la cattiveria dei cattivi ma la futilità delle buone intenzioni dei buoni. Meno carità e più giustizia, per farla breve. Sala rappresenta infatti un partito e un’ideologia che incarna la radice del problema della povertà crescente di larghi strati della popolazione, convinta com’ è che lo Stato sovrano debba pagare gli interessi sulla propria moneta alla BCE. E c’è molto poco da aggiungere. Questo meccanismo, l’impossibilità di una spesa pubblica, ovvero di una spesa dello Stato sovrano a favore dei propri cittadini, rappresenta la radice del bisogno, di ogni bisogno, qui come altrove. Nonché la radice di ogni superprofitto, qui come altrove, a favore di multinazionali apolidi esperte nell’aggirare la legislazione fiscale degli stati sovrani.

Poi c’è il bisogno spirituale. E per quello basterebbe la carità a pulire le coscienze. Basti dire che Coca Cola quest’anno ha sponsorizzato l’albero di Natale di Piazza Duomo.  Coscienza più pulita di così non poteva esserci. Come quella di Beppe Sala che il giorno di Natale consegna una cospicua donazione anonima, benché tutti sappiano nome e cognome del donatore, alla Onlus Pane Quotidiano. Un bel gesto, ma è di questo che la società ha davvero bisogno? La tutela del lavoro e dell’occupazione passa attraverso modelli comunitari che sono l’opposto della società fluida e aperta che la sinistra, Sala compreso, vagheggia. Il relativismo, che della società “aperta” è il pilastro e del quale egli è fautore, con il pretesto della massima tolleranza, ha condotto alla disperazione del nichilismo e alla manipolazione. D’altra parte, se tutto si equivale, niente vale. In sostanza, il vero pane del quale ha bisogno la nostra società è spirituale. Il vero antidoto al consumismo e all’egoismo sta nella riscoperta dei valori dell’uomo, inteso come unicum determinato dal suo contesto storico e sociale, come soggetto dotato di un identità che va oltre il denaro e il consumo.

La pagnotta secca riempie lo stomaco per qualche ora ma non riempie di senso il futuro dell’uomo, che privato di una storia sembra assomigliare sempre più ad un pezzo di ingranaggio del sistema capitalistico, ingozzato di contenuti materialisti e con lo sguardo perso nel vuoto del nulla consumistico che lo circonda.