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Il Grido di dolore del terzo settore

A patire le conseguenze della crisi economica scatenata dall’emergenza coronavirus non ci sono solo le realtà produttive della nostra città, ma anche molte associazioni del terzo settore, con sede in immobili comunali, che pur svolgendo una fondamentale funzione sociale, non godono di nessun finanziamento pubblico e sopravvivono (faticosamente) solo grazie a (poche) donazioni e alle entrate derivanti dalle attività che svolgono. Trattandosi di associazioni senza scopo di lucro le entrate potrebbe sembrare una questione irrilevante, ma sono necessarie a pagare le utenze e gli affitti per le strutture concesse loro in uso. Poco denaro, ma fondamentale per continuare a svolgere le loro funzioni, che è venuto a mancare in seguito alle chiusure forzate cui sono state costrette come tutti gli altri luoghi di aggregazione della città. A lanciare l’allarme sono state le associazioni che costituiscono la “Casa dei giochi” di via Miramare, che definiscono le loro parole un “grido di dolore“.  “Giustamente, ripeto giustamente, – scrivono – sono state prese delle misure precauzionali per evitare la diffusione di un terribile male. Ma adesso, dopo un po di tempo bisogna pensare a tutta la società. Noi associazioni che viviamo sull’aggregazione siamo distrutte – spiegano – dal non poter operare, e dopo la revoca bisognerà ristabilire la fiducia nella socializzazione e nello stare assieme senza timori” sollevando il problema del come cancellare la paura che ci sarà anche cessata l’emergenza, cosa che per ora nessuno sembra avere preso in considerazione. “Quello che chiediamo – aggiungono –  è che il Comune sospenda gli oneri che chiede alle associazioni che utilizzano locali comunali per la durata della chiusura imposta: In caso contrario – concludono – moltissime realtà associative rischiano la chiusura“.

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Comune: segnalate le persone in difficoltà per il caldo al 800 777 888

In questi giorni di intenso caldo, il Comune invita a segnalare i casi di persone in difficoltà utilizzando i numeri messi a disposizione dell’Amministrazione nell’ambito del piano socialità: il numero verde gratuito 800 777 888, che risponde dalle 8 alle 20 dal lunedì al sabato e  anche la domenica dalle 8 alle 19 in caso di ondate di calore segnalate dai bollettini ATS e che può essere utilizzato per richiedere e attivare prestazioni di assistenza domiciliare come la consegna dei pasti, le consulenze mediche, il supporto per l’igiene della casa e della persona, il sostegno relazionale. Il Comune rivolge inoltre un’attenzione particolare anche ai senza dimora che possono trovarsi in difficoltà a causa delle alte temperature. Oltre alle unità mobili notturne e diurne messe in campo, in collaborazione con le associazioni del Terzo settore, per monitorare la situazione di chi rifiuta l’accoglienza nei centri, è attivo il numero 02 884 47646 per le segnalazioni da parte dei cittadini. Palazzo Marino è inoltre convenzionato con una decina di centri diurni attrezzati affinché chi non ha una casa possa avere un posto dove stare al fresco, usufruire dei servizi igienici e delle docce e mangiare. “In questi giorni in cui le temperature raggiungono picchi molto alti – dichiara l’assessore alle Politiche sociali e abitative Gabriele Rabaiotti – rinnoviamo l’appello ai cittadini affinché segnalino le persone in difficoltà per aiutare i servizi sociali ad intervenire tempestivamente. Il Comune monitora diverse migliaia di persone che sono segnalate come più vulnerabili, ma abbiamo bisogno degli occhi attenti di tutti i milanesi perché aiutino gli operatori comunali e del Terzo settore nella realizzazione del piano socialità e contro la solitudine”.

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