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Arriva la vacanza in hotel a rate

Arriva la vacanza in hotel a rate. Il progetto di un soggiorno in hotel per la propria vacanza avrà più appeal grazie al nuovo accordo tra Scalapay e Federalberghi che prevede la possibilità di una dilazione dei costi: con la formula che suddivide in 3 rate i pagamenti previsti per la sistemazione in hotel, la scelta della struttura ricettiva avrà più peso nella programmazione del viaggio. In un periodo di consistente aumento dei costi e contemporaneamente di minore disponibilità di spesa, il tema di agevolare i pagamenti anche attraverso nuovi sistemi digitali e accessibili è diventato un elemento ormai essenziale, in particolare per ciò che riguarda la fascia di età che va tra i 18 ed i 40 anni. Da una ricerca Scalapay del 2021 condotta su 10.000 persone, l’84% si dichiarava disposto ad aumentare i giorni di soggiorno se vi fosse stata la possibilità di pagare l’importo totale in 3 rate. La nuova partnership tra Scalapay – società leader del buy now pay later – e Federalberghi – federazione degli albergatori italiani – rappresenta dunque un passo decisamente importante verso un cliente che oggi richiede di prenotare in modo flessibile e rapido, e rappresenta un vantaggio per l’albergatore che avrà la possibilità di ricevere immediatamente la somma totale del soggiorno programmato nella propria struttura. Grazie alla convenzione siglata con Scalapay infatti, Federalberghi offre in primis la possibilità per le sue strutture ricettive di cedere il credito – a condizioni agevolate – vantato nei confronti del cliente, mentre l’albergatore potrà ricevere immediatamente l’intero importo, senza dover attendere che il cliente effettui il pagamento delle rate e senza doversi preoccupare di eventuali insoluti. “Collaborare con Federalberghi significa avere un canale di ascolto delle esigenze di oltre 27.000 strutture ricettive italiane ma anche mettere a disposizione degli albergatori un potenziale di clientela che supera oggi i 2,5 milioni in Europa – commenta Matteo Ciccalé, Partnerships Director Travel di Scalapay. Per questo, insieme, rispondiamo alla necessità dell’ospitalità di una nuova modalità di pagamento in 3 rate senza interessi, che elimina qualsiasi operatività d’incasso alla struttura e al contempo apre un nuovo canale di acquisizione clienti per aumentare le vendite dirette”. “Abbiamo siglato questo accordo nella piena convinzione che rappresenti un valore aggiunto per la nostra clientela che nella struttura ricettiva cerca sempre più servizi e facilitazioni – afferma Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi – Dal punto di vista dell’albergatore, ci si sentirà in parte alleviati da aspetti burocratici finanziari che spesso ci sottraggono energia e tempo da dedicare, invece, all’operatività ed alla funzionalità delle nostre imprese. Con questa iniziativa si è aperta una nuova strada verso la semplificazione, e sono certo che la formula sia vincente”. About Scalapay Leader del mercato Buy Now Pay Later, Scalapay è una FinTech che ha trasformato il mondo dei pagamenti online e in-store permettendo agli acquirenti di ricevere prodotti e servizi immediatamente, pagandoli in tre soluzioni senza interessi. La FinTech ha incontrato il favore di più di 3.500 brand e, oltre a vantare una forte presenza online, è operativa ad oggi in oltre 5.000 negozi in Italia ed Europa. Scalapay non si lega solo a brand di prodotti ma anche a servizi, come quelli inerenti al settore travel, dove ha previsto un ampio piano di sviluppo. About Federalberghi Federalberghi è la principale organizzazione imprenditoriale del settore turistico-ricettivo in Italia. L’associazione rappresenta le istanze e gli interessi degli albergatori nei confronti delle istituzioni e delle organizzazioni politiche, economiche e sindacali. Aderiscono a Federalberghi più di 27.000 alberghi su un totale di circa 33.000, attraverso 127 Associazioni territoriali. È socio fondatore di Hotrec, la Confederazione europea degli hotel, dei ristoranti e dei bar ed aderisce a Confcommercio, ove ha dato vita a Confturismo.

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Bonus terme: Giorgetti bocciato da Federalberghi

Bonus terme: Giorgetti bocciato da Federalberghi. «A poco è servito il Bonus Terme, a meno servirà il suo prolungamento». È perentoria la posizione di Federalberghi Terme in merito alla proposta di prorogare i tempi per l’utilizzo dei Bonus Terme per tutti coloro che, attraverso le aziende Termali accreditate, erano stati iscritti al sito di Invitalia. «Le regole per poter usufruire dei Bonus Terme erano chiare da subito – afferma il presidente di Federalberghi Terme, Emanuele Boaretto – ed era prevedibile che ne avrebbero beneficiato le aziende in grado di inviare il maggior numero di dati sulla piattaforma di Invitalia, anche ben oltre la loro capacità di accettazione nei 60 giorni concessi per il loro utilizzo. Questo sbilanciamento, infatti, si è concretizzato proprio ora, con la richiesta di prorogare la fruizione oltre i tempi stabiliti in origine”. “Chiedere oggi la proroga di questa misura – aggiunge Boaretto – vorrebbe dire penalizzare ulteriormente le numerose aziende che, a causa del farraginoso meccanismo di utilizzazione, non hanno potuto usufruire del Bonus Terme, compreso il 60% delle aziende termali stagionali che, nel periodo di validità dello strumento, erano in chiusura». La posizione della Federalberghi Terme nazionale tiene conto di una realtà vasta, che annovera numerose strutture termali diffuse sul territorio italiano annesse alle strutture turistiche, che risultano ad oggi le più danneggiate da una procedura che, in finale, sembra aver avvantaggiato solo una minima parte degli aventi diritto. «Molte aziende hanno dovuto fronteggiare situazioni tecnicamente complesse: non essendo infatti riuscite ad ottenere la totalità dei buoni corrispondenti alle richieste ricevute, hanno dovuto sostenere uno sforzo organizzativo immane per poter riuscire a soddisfare e dare concretezza a tutti i Bonus ottenuti nei tempi stabiliti dalla legge”. Ecco dunque che sul Bonus terme: Giorgetti bocciato da Federalberghi. «A poco è servito il Bonus Terme, a meno servirà il suo“Alla luce di quanto esposto – ha proseguito il presidente – riteniamo che si debbano rimettere in campo le risorse non utilizzate, ma a condizione che venga modificato il meccanismo che regola l’assegnazione dei Bonus”. Il sistema, per Federalberghi Terme, andrebbe rimodulato secondo nuovi criteri: 1. In primo luogo che il Bonus dovrebbe essere richiesto dall’utente finale, così come è avvenuto per il Bonus Vacanze e con la libera scelta della struttura accreditata dal sistema per l’utilizzo. 2. Il Bonus Terme, una volta acquisito, per la sua fruizione dovrebbe avere una durata più breve. In questo modo il cittadino avrà un tempo più limitato per potersi recare presso una delle terme accreditate di sua scelta e iniziare i trattamenti termali o di benessere. 3. I servizi termali desiderati andrebbero completati nell’arco di 15 giorni dal loro inizio. 4. Il Bonus Terme andrebbe fatto decadere automaticamente se non utilizzato – inizio e conclusione – entro i tempi stabiliti. 5. I Bonus Terme dovrebbero poter essere acquisiti e utilizzati fino ad esaurimento totale dei fondi previsti dalla misura. “In attesa che siano adottate misure diverse e più efficaci per il rilancio delle Terme, soprattutto strutturali e non una tantum come i Bonus, Federalberghi Terme – conclude Boaretto – chiede al Governo di consentire a tutti la possibilità di poter accedere e utilizzare le risorse ancora a disposizione. Questo nel pieno rispetto delle regole che a suo tempo furono comunicate».

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Federalberghi: “Segnali positivi ma la crisi non è ancora finita”

Federalberghi: “Segnali positivi ma la crisi non è ancora finita”. Quasi 5 milioni di italiani sfrutteranno il mese di settembre per passare almeno una notte fuori casa e godersi quel che resta della stagione estiva. Il soggiorno medio sarà di 6 notti. Questi i risultati dell’indagine sulle vacanze degli italiani, realizzata da Federalberghi con il supporto tecnico dell’Istituto ACS Marketing Solutions. “Questo dato ci conforta – commenta la Federalberghi – perché significa che gli italiani si stanno riprendendo i propri spazi allungando la stagione turistica sul proprio calendario. In passato questo sarebbe stato un elemento di assoluto rilievo per noi che puntiamo a destagionalizzare i flussi turistici, ma a causa della pandemia oggi la priorità è la sopravvivenza delle imprese e dei posti di lavoro”. Se è vero che la stagione estiva è stata salvata grazie agli italiani che hanno scelto per la propria vacanza le località all’aria aperta dello stivale (mare, montagna, lago e terme), i turisti stranieri, coloro che solitamente affollano le città d’arte, sono ancora lontani. “In termini di teste si tratta, in un anno normale, di circa la metà delle presenze turistiche. Ma – continua la Federazione degli albergatori – in termini di spesa, chi attraversa il confine italiano generalmente spende di più rispetto a un nostro connazionale. Ci considereremo fortunati se a settembre riusciremo ad eguagliare il risultato dell’anno scorso: 8 milioni di turisti tra italiani e stranieri. Se pensiamo che la stessa cifra a settembre 2019 (anno record da un punto di vista turistico) è stata raggiunta solo dagli stranieri, ci rendiamo conto di quanto sia grave la situazione”. Al fine di agevolare il ritorno dei turisti stranieri è necessario aprire le porte dell’Italia a tutti coloro che siano in possesso di una certificazione equivalente al green pass, a prescindere dal Paese di provenienza. Ad esempio, è necessario rimuovere il vincolo della quarantena per i turisti provenienti dal Regno Unito che costituisce un grave freno ai loro viaggi nel Belpaese. Difficilmente una persona si recherà in vacanza in una determinata località sapendo che sarà obbligatoriamente confinata presso il proprio domicilio per gran parte del periodo di soggiorno. Oltre a ciò non si può dimenticare ciò che è accaduto nei primi sette mesi dell’anno. L’osservatorio di Federalberghi, che da oltre trent’anni monitora l’andamento del mercato turistico italiano, da gennaio a luglio 2021 ha registrato un calo delle presenze del 50,7% rispetto al corrispondente periodo del 2019 (-28,4% per gli italiani e -71,0% per gli stranieri). “Speriamo che la fine del tunnel sia vicina – conclude la Federalberghi – e nel frattempo ricordiamo a tutti che gli alberghi italiani sono pronti ad accogliere in sicurezza chi vorrà prendersi ancora qualche giorno di relax. Un invito particolare va a chi ha  ricevuto il Bonus Vacanze, ma non lo ha ancora speso: oramai mancano solo 3 mesi per poterne usufruire”. I Bonus Vacanze non ancora utilizzati sono più di 800 mila e possono essere facilmente spesi in oltre 3.200 strutture. Per scegliere la location ideale è disponibile il sito: https://bonusvacanze.italyhotels.it/ Presenze dei clienti italiani e stranieri negli esercizi ricettivi italiani italiani stranieri totale settembre 2011 18.765.273 22.563.414 41.328.687 settembre 2012 17.651.037 22.929.617 40.580.654 settembre 2013 16.877.569 23.408.735 40.286.304 settembre 2014 16.402.616 24.096.757 40.499.373 settembre 2015 17.703.097 25.195.879 42.898.976 settembre 2016 18.210.222 25.601.047 43.811.269 settembre 2017 18.294.647 26.587.843 44.882.490 settembre 2018 19.056.360 26.653.203 45.709.563 settembre 2019 19.038.104 27.364.221 46.402.325 settembre 2020 17.835.909 12.690.217 30.526.126 set 2020 / set 2011 -5,0% -43,8% -26,1% fonte: elaborazioni Federalberghi su dati Istat Figura 1 fonte: elaborazioni Federalberghi su dati Istat Tra settembre 2019 e lo stesso mese del 2020 la classifica delle presenze per nazione di provenienza è profondamente mutata sia nelle quantità che nell’area geografica. Ai primi posti troviamo esclusivamente i paesi più vicini, con perdite che arrivano al 96% per Cina e USA (quest’ultimo passato dal secondo al decimo posto). Cinesi e russi sono usciti dalla classifica. Presenze negli esercizi ricettivi italiani -Top ten dei paesi di provenienza 2020 vs. 2019 2020 2019 Germania 6.786.748 Germania 9.144.878 Svizzera * 1.002.000 Stati Uniti 2.143.369 Austria 969.926 Regno Unito 1.831.954 Paesi Bassi 840.100 Francia 1.425.728 Regno Unito 522.278 Svizzera * 1.340.000 Francia 477.121 Austria 1.250.849 Belgio 335.074 Paesi Bassi 935.494 Polonia 220.442 Russia 696.120 Repubblica Ceca 124.018 Polonia 660.948 Romania 114.963 Spagna 564.518 Stati Uniti 91.372 Cina 508.028 fonte: elaborazioni Federalberghi su dati Istat; *Svizzera: stime Federalberghi  

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Federalberghi: “Un milione di famiglie in vacanza grazie al bonus”

Federalberghi: “Un milione di famiglie in vacanza grazie al bonus”. Oltre 955.000 famiglie italiane hanno già utilizzato i buoni vacanza per trascorrere un periodo di relax presso una struttura ricettiva. Il numero cresce con un ritmo sostenuto (erano 770 mila a metà marzo) e a giorni si raggiungerà quota un milione. Bernabò Bocca, presidente Federalberghi, commenta favorevolmente questa tendenza: “pur trattandosi di uno strumento di supporto ai cittadini, può determinare ricadute positive anche per le imprese, contribuendo al sostegno della domanda in una fase che è ancora molto complicata”. Le famiglie che hanno richiesto e ottenuto il buono sono 1.885.802, per un controvalore complessivo di euro 829.431.050 e un importo medio di circa 440 euro. Sono quindi ancora in circolazione circa 900mila buoni, che dovranno essere spesi entro il 31 dicembre 2021. Bocca “invita i possessori dei buoni a non dimenticarli nel cassetto e a utilizzarli per prenotare la propria vacanza”. Rammenta inoltre che “i buoni possono essere spesi presso strutture di tutte le tipologie e dimensioni”. Per aiutare le famiglie a individuare l’albergo giusto per le proprie vacanze, Federalberghi ha realizzato il sito www.bonusvacanze.italyhotels.it, sul quale sono disponibili oltre 3.200 strutture ricettive che accettano i bonus.” BONUS VACANZE – SCHEDA TECNICA Il “Bonus vacanze” è un contributo destinato alle famiglie che effettuano un soggiorno presso una struttura ricettiva italiana. L’importo è modulato secondo la numerosità del nucleo familiare: 500 euro per nucleo composto da tre o più persone; 300 euro da due persone; 150 euro da una persona. Può essere speso presso le strutture ricettive italiane sino al 31 dicembre 2021. Per poter utilizzare l’agevolazione è necessario verificare preventivamente se la struttura ricettiva aderisce all’iniziativa e accetta il bonus. E’ fruibile nella misura dell’80%, sotto forma di sconto immediato, per il pagamento dei servizi prestati dall’albergatore. Il restante 20% potrà essere scaricato come detrazione di imposta, in sede di dichiarazione dei redditi, da parte del componente del nucleo familiare a cui viene fatturato il soggiorno (con fattura elettronica o documento commerciale). Lo sconto applicato come “Bonus vacanze” viene rimborsato all’albergatore sotto forma di credito d’imposta utilizzabile in compensazione o cedibile a terzi (anche a istituti di credito). Grazie all’intesa stipulata da Federalberghi con Poste Italiane, le strutture ricettive associate possono cedere agevolmente i buoni vacanza a Poste, ottenendo in cambio il 99% del valore degli stessi.  

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Nominato il presidente di Federalberghi

Nominato il presidente di Federalberghi. “Poter dire di essere qui riuniti, oggi, è già una conquista, dopo lunghi mesi di chiusure ed incertezze. Una giornata speciale per la nostra assemblea nazionale, che cade proprio nella data tanto attesa del 15 maggio, o delle riaperture, annunciata dal nostro premier Draghi: non poteva esserci coincidenza di miglior auspicio per tutti noi che lavoriamo per il turismo e dunque per l’Italia”. Il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, è stato riconfermato alla guida della federazione degli albergatori con i suoi 27mila associati, ed ha aperto i lavori della 71a Assemblea nazionale con emozione, alla presenza del ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, del vicepresidente Federalberghi Giuseppe Roscioli e di fronte ad una platea folta ma necessariamente contingentata per via delle cautele anti contagio. L’assemblea plenaria ha scelto all’unisono di ridare la fiducia al leader già in carica. “Questa elezione mi rinforza più delle altre – ha detto il presidente a commento del consenso ricevuto dai suoi – Essere considerato la figura di riferimento per tutti voi, nonostante i mesi bui che abbiamo trascorso e di fronte alle incognite che ci troveremo ancora davanti, è un segno di estrema fiducia. Sento la vostra vicinanza e ne vado fiero. Per me rappresenta il mordente più efficace per i prossimi passi che faremo insieme, uniti come sempre”. C’è voglia di ottimismo per un settore, quello del turismo, che ha subìto più di altri ed in modo devastante le conseguenze della pandemia. Ma vi è anche la consapevolezza di una realtà che presenta circostanze ancora difficili. “Non ci siamo mai fatti abbattere dalle avversità – ha detto Bocca – Né noi né i nostri predecessori in tutti questi anni. Non succederà nemmeno adesso, ma dobbiamo comunque fare i conti con il prezzo, altissimo, che il nostro comparto con le strutture turistiche ricettive e termali al suo interno, ha pagato a causa del contagio da covid19”. “Usando la metafora del golf, diciamo che partiamo con l’handicap.. Un lusso che possono permettersi solo i campioni – ha detto Bocca – Questo ce lo fanno capire i dati: nei primi quattro mesi di questo 2021, le presenze dei turisti negli esercizi ricettivi sono diminuite di oltre l’85% rispetto al corrispondente periodo del 2019, anno che teniamo come termine di paragone considerando il vuoto che abbiamo registrato nel 2020. Tutto ciò ha provocato un calo del 75,1% per gli italiani e del 95,9 % per gli stranieri”. “Tornando all’annus horribilis che ci lasciamo alle spalle – ha proseguito il presidente neoeletto – sappiamo che il 2020 si è chiuso con una perdita di 233 milioni di presenze con un conseguente calo medio del 53,4% rispetto al 2019, con punte che in alcune località hanno superato l’80%. Ma la lacerazione più grande forse la stiamo vivendo proprio nelle città d’arte, rimaste praticamente deserte essendo venuto meno il turismo straniero, sceso mediamente del 70,2% delle presenze”. “Mai come ora bisogna lanciare il cuore oltre l’ostacolo – ha proseguito Bocca – con l’auspicio che il movimento turistico in e verso l’Italia sia facilitato dal nostro Governo, con tempistiche e modalità adeguate, sempre tenendo alta la guardia sulle necessarie ed indispensabili cautele contro la diffusione del contagio. In questo scenario, la stagione estiva in arrivo dovrebbe essere il carburante per far ripartire le nostre aziende in sicurezza. Vogliamo che sia cosi, e siamo pronti a sentirci protagonisti della ripresa. Oggi finalmente abbiamo un dicastero del Turismo guidato da un ministro che ha dimostrato di voler sostenere il nostro sistema e che ringraziamo per l’impegno già mostrato fino ad ora. Abbiamo anche un premier come Draghi, che si è fatto in prima persona testimonial di eccellenza per i turisti di tutto il mondo, invitandoli a trascorrere le vacanze in Italia. Il Paese è pronto per una rinascita che, a nostro avviso, partirà proprio dal turismo se saremo messi nelle condizioni di garantire produttività e occupazione. Il green pass rappresenta senz’altro in questo senso una giusta leva per far ripartire l’Italia”. “Bisogna ricordare – ha proseguito Bocca – che, in tempi normali, il settore del turismo dà lavoro ad 1,3 milioni di persone. Nel 2020 invece sono venute meno 200mila posizioni di lavoro stagionale e 150mila a tempo determinato. Noi sappiamo bene quanto avremmo voluto evitare che ciò accadesse. Io sono convinto che tutto questo finirà e che si tornerà a velocità siderale ad una riconquista piena dei nostri standard. Siamo comunque una risorsa importante per il mondo del lavoro. Dobbiamo essere aiutati affinché, a nostra volta, possiamo aiutare i lavoratori che prestano servizio nelle nostre strutture ed in tutta la filiera turistica”. “Il tema dei ristori non è stato risolutivo, malgrado siamo perfettamente consapevoli di quanto sia stato oneroso per lo Stato erogare questi fondi. Noi abbiamo bisogno di comprare il tempo, di accedere cioè a prestiti di lunghi periodi con garanzia pubblica, così da poter ricostituire la nervatura delle nostre imprese anche nel protrarsi dell’emergenza”. “Confidiamo – ha aggiunto il presidente di Federalberghi – che nel decreto sostegno bis in corso di approvazione si concretizzino alcune soluzioni perché si possano fronteggiare le urgenze. In particolare penso al tema degli incentivi per la riqualificazione delle strutture, alla riduzione dei costi fissi, in specie quelli che gravano sulla componente immobiliare, ed ancora, al credito a lungo termine per le imprese” “Questo è il momento di promuovere il nostro Paese come merita. Abbiamo bisogno di campagne di promozione all’estero che siano efficaci, accattivanti, autorevoli e che sappiano anche ricollocarci al top tra le destinazioni preferite dal turismo straniero. Ci auguriamo il superamento delle misure restrittive come il coprifuoco e la riapertura delle frontiere, per consentire a tutti di poter circolare liberamente e godersi l’eterna bellezza del nostro Paese”. “E’ questa la prospettiva nuova – ha concluso Bocca – : guardare oltre, con o senza covid, nella convinzione che la forza delle nostre imprese, unita alla volontà di sostenerci in ambito istituzionale, sarà la chiave per guardare al futuro con sicurezza”.   ———————————————————————————————————————————   Nato a Torino il 15 ottobre 1963, Bernabò Bocca inizia il suo percorso professionale a partire

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Decreto Agosto, Federalberghi: “Passi avanti, ma non basta”

Decreto Agosto, Federalberghi: “Passi avanti, ma non basta”.“Apprezziamo le misure contenute nel decreto approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Ma rimangono problemi importanti da affrontare.” “Sul fronte delle misure per il lavoro registriamo risposte importanti alle richieste che Federalberghi – insieme alle altre organizzazioni maggiormente rappresentative – ha formulato con l’avviso comune del 14 luglio scorso. Il prolungamento della cassa integrazione per ulteriori diciotto settimane costituisce una boccata d’ossigeno per le moltissime imprese ancora chiuse e per quelle che – avendo riaperto nonostante le condizioni avverse di mercato – sono sostanzialmente vuote. È un bene che l’incentivo per le nuove assunzioni sia stato esteso anche ai lavoratori stagionali, in relazione ai quali chiediamo di chiarire che la norma si applica anche alle assunzioni effettuate nei mesi di giugno e di luglio. Mentre va detto che saranno in pochi a beneficiare dello sgravio contributivo destinato a chi richiama i lavoratori in servizio dopo un periodo di CIG, in quanto l’incentivo è riservato a chi cessa del tutto il ricorso agli ammortizzatori sociali, circostanza molto difficile da realizzare nel settore turismo, in cui il cammino verso condizioni di normalità richiederà tempo e gradualità.” “Risulta invece incompleta la manovra sul fronte delle imprese alberghiere. Va integrata con la massima urgenza la misura destinata alle località orfane dei turisti stranieri. I capoluoghi di provincia e le città metropolitane non sono le uniche località che stanno soffrendo a causa del blocco dei flussi dall’estero. Sono molti i sistemi economici locali che vivono di turismo internazionale e che, in mancanza di interventi, rischiano la desertificazione. Non è possibile citarli tutti, ma si può fare l’esempio di Sorrento, che ospita ogni anno 2,4 milioni di presenze straniere, pari all’88% del totale, Stresa (480mila presenze straniere, 85% del totale), Taormina (900mila, 84% del totale) e Montecatini Terme (1,2 milioni, 73% del totale).” “Apprezziamo l’abbattimento della seconda rata IMU, ma chiediamo che venga riconosciuto anche per gli immobili in cui il proprietario e il gestore non coincidono. La soluzione adottata è paradossale, perché penalizza le imprese che hanno collocato l’immobile e l’azienda in due società diverse, attenendosi ad una comune modalità di corretta gestione.” “Occorre intervenire anche sul fronte delle imprese in affitto, che più delle altre soffrono il peso della crisi. Il prolungamento di un mese del credito d’imposta sui canoni non è assolutamente sufficiente, così come è irragionevole il dimezzamento della misura (30% anziché 60%) per i casi in cui il contratto prevede l’affitto dell’intera azienda e non delle sole mura.” “Non nascondiamo la delusione per la mancata estensione dell’ecobonus al 110% alle imprese alberghiere, anche se va detto che le risorse stanziate per la riqualificazione (180 milioni di euro nel 2020 e 180 milioni di euro nel 2021) sono cospicue e speriamo concorrano a rendere meno selettiva la fase del click-day, che negli anni scorsi ha lasciato a bocca asciutta il 43% delle imprese che hanno presentato la richiesta.”     “Necessario, inoltre, un intervento per i ristoranti degli alberghi, che vengono ingiustamente esclusi dal sostegno destinato all’acquisto di prodotti agroalimentari made in Italy e continuano ad essere inspiegabilmente ignorati dalla norma che favorisce l’installazione dei tavoli all’aperto, per far fronte alle esigenze di distanziamento.”     Nell’auspicare che le intese tecniche da definire nelle prossime ore consentano di apportare alcuni primi miglioramenti al decreto, Federalberghi preannuncia “la presentazione di un pacchetto di emendamenti volti al miglioramento delle varie misure”.    

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