federico lena

Terrore bus: pm chiede 24 anni per dirottatore

Terrore bus: pm chiede 24 anni per dirottatore. Secondo alcuni non era un terrorista, ma secondo i magistrati sì. Vediamo però prima chi era grazie a Bufale.net che ne ha ricostruito il curriculum: E’ nato in Francia nel 1972, da genitori senegalesi, diventa cittadino italiano nel 2004, dopo aver sposato una donna bresciana di Orzinuovi da cui ha due figli – oggi di 18 e 12 anni – da cui si separa più di dieci anni fa. Sempre nel 2002 viene assunto da Autoguidovie: prima come tuttofare, poi come autista. Da anni “senza aver mai dato segni di squilibrio, e facciamo visite periodiche sugli autisti, né avevamo mai ricevuto reclami”, dice ora la società. A Crema, dove viveva, in tanti restano di sasso davanti alle immagini in tv e a quel nome: perchè se tutti in paese lo conoscono come Paolo, sanno che è lui, quell’uomo “gentile e tranquillo, mai una parola di politica, usciva di casa alle cinque del mattino per andare a lavorare”, dicono ora i suoi vicini, ed è la perfetta descrizione di un insospettabile. Un “lupo solitario, senza legami con l’Isis”, dicono in procura. Noto alle forze dell’ordine per due episodi. Il primo, nel 2007, per una denuncia per guida in stato di ebbrezza a Brescia, patente sospesa e poi riavuta. Il secondo per una condanna per molestie sessuali su una minorenne nel 2011: soltanto un anno fa la condanna era diventata definitiva, un anno con pena sospesa. Insomma non proprio uno stinco di santo. E vi risparmiamo le sue teorie politiche panafricaniste. Nel frattempo sono arrivate le reazioni politiche. “I fatti ci hanno dato ragione: il rapimento di cinquantun bambini cremaschi da parte del senegalese Sy non fu solo sequestro, ma sequestro di persona a scopo di terrorismo o di eversione. I soliti buonisti volevano darci a intendere che l’autore fosse un semplice disadattato incapace di intendere e volere. Oggi il pm di Milano Luca Poniz, chiedendo il massimo della pena, ha contestato questa versione: il dirottatore del bus di San Donato era perfettamente lucido, il suo gesto è stato premeditato ed accuratamente pianificato e soprattutto ha agito per motivi ideologici. In attesa del verdetto finale, il mio pensiero va ai cinquantun ragazzini, vittime innocenti coinvolte, che ben difficilmente dimenticheranno quest’allucinante esperienza”. Così il consigliere regionale leghista Federico Lena, cremonese, commenta la requisitoria del pm di Milano.

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Lega e 5Stelle litigano sul latte

Lega e 5Stelle litigano sul latte. “I Cinquestelle hanno forse intenzione di affossare il settore lattiero-caseario lombardo? In un momento in cui ci pensa già l’emergenza coronavirus a mettere in ginocchio la nostra economia, ci mancano solo le fisime dei grillini come colpo di grazia per le nostre filiere produttive. I Cinquestelle parlino chiaro e dicano senza se e senza ma se preferiscono avvantaggiare l’importazione di latte straniero, a discapito delle nostre eccellenze locali”. Così il consigliere regionale leghista Federico Lena replica ai Cinquestelle al Pirellone. “I grillini chiedono a Regione Lombardia di revocare l’autorizzazione all’utilizzo del siero del latte negli impianti biogas perchè a dir loro è un incentivo a impianti inquinanti. I Cinquestelle”, spiega Lena, “evidentemente non hanno capito la situazione produttiva degli allevamenti zootecnici. Una certa visione ambientalista modello pasdaran non permette loro di ampliare le valutazioni critiche sul provvedimento della DG Agricoltura, salvo peraltro dimenticarsi che a Roma i loro colleghi al Governo nell’ultimo decreto tengono aperte anche aziende per la fabbricazione di prodotti chimici e di articoli di gomma, come se questi materiali non fossero inquinanti”. “Quanto alla questione siero di latte”, spiega ancora il consigliere leghista, “i pentastellati probabilmente ignorano le difficoltà dei produttori di latte. I caseifici hanno difatti comunicato che, a seguito della minor richiesta di latte da parte del mercato in questa situazione contingente, viene meno la necessità di lavorarne gli stessi quantitativi. In altre parole, ritirano meno latte del solito. Una buona soluzione per le eccedenze è quella individuata dall’assessore all’Agricoltura Fabio Rolfi, che grazie all’utilizzo del siero del latte per il biogas, offre agli allevatori alternative remunerative”. “Se i Cinquestelle non hanno intenzione di danneggiare la produzione di latte lombardo, magari a favore di quello d’importazione, stiano zitti e lasciano lavorare in pace chi ne capisce. Perché visti così, i loro obiettivi pseudoecologisti mi sembra non abbiano nulla in comune con gli interessi del territorio, dei cittadini e degli allevatori lombardi”, conclude Lena.

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