mario delpini

Il messaggio dell’arcivescovo di Milano agli islamici per la fine del ramadan

Il messaggio dell’arcivescovo di Milano agli islamici per la fine del ramadan. Ecco il testo della lettera: Cari fratelli e sorelle musulmani, vi presento i migliori auguri – miei personali e di tutti i cristiani della Chiesa ambrosiana – per la prossima festa di ‘Id al-Fitr. Come gli scorsi anni, siamo stati chiamati a celebrare i momenti fondamentali della nostra fede – per noi cristiani la Quaresima e le feste pasquali, per voi il mese sacro di Ramadan – quasi in sovrapposizione. Una circostanza temporale che è molto di più di una semplice coincidenza. Nel mio recente viaggio in Marocco con i giovani preti della Diocesi ho potuto assaporare i frutti di un promettente dialogo interreligioso. In uno degli incontri ho ascoltato questa citazione, tratta dal Sacro testo del Corano: «Se Dio avesse voluto, certo avrebbe fatto di voi una sola comunità. Ma ha voluto provarvi con il dono che vi ha fatto. Gareggiate dunque gli uni con gli altri con le buone opere. Tutti ritornerete a Dio che allora vi informerà su ciò su cui divergete» (Sura 5,48). A spiegazione del testo è stata riportata la parola del cristiano, monaco e martire, Christian de Chergé: siamo invitati a cercare un «senso divino alle nostre differenze»; un senso che ci mette alla prova, che ci chiama a gareggiare nell’amore e che troverà la sua fine e la sua risoluzione in Dio. L’esperienza vissuta in Marocco mi ha fatto comprendere che non si dialoga soltanto perché bisogna fare la pace: questo è il livello zero del dialogo. Si dialoga perché Dio ci attende per rivelarsi a noi nel crogiolo della differenza. E sono sicuro che i tanti incontri avvenuti nelle terre ambrosiane tra le comunità cristiane e le comunità musulmane, generati proprio dal tempo di Quaresima e di Ramadan, ci hanno fatto crescere in questa esperienza di dialogo, che è prima di tutto un percorso spirituale, un itinerario di conversione a Dio. Rendiamo grazie a Dio per questo cammino. In atteggiamento di preghiera e di stima, vi saluto. + Mario Delpini Arcivescovo di Milano

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Messaggio dell’Arcivescovo di Milano alla Diocesi per il decimo anniversario dell’elezione di Papa Francesco

Messaggio dell’Arcivescovo di Milano alla Diocesi per il decimo anniversario dell’elezione di Papa Francesco Raccogliamo volentieri la richiesta che Papa Francesco non cessa di rivolgere a tutti: “Pregate per me”. E noi con affetto ricordiamo il Santo Padre ogni giorno, nella preghiera eucaristica e nella preghiera personale. La ricorrenza del decimo anniversario della sua elevazione al Sommo Pontificato (13 marzo 2013) diventa occasione per una preghiera particolarmente intensa. Ma anche per approfondire la riconoscenza e la riflessione. Vorrei invitare tutti i fedeli a sostare un poco per rispondere con sincerità e semplicità a questa domanda: «Che cosa sta dicendo lo Spirito Santo alla Chiesa di questo nostro tempo attraverso il ministero di Papa Francesco? Che cosa sta dicendo a me personalmente attraverso di lui? E alla mia comunità?». Credo che non sia difficile ricordare quell’espressione, quell’immagine, quel gesto che ha particolarmente commosso, edificato, illuminato la sensibilità, le domande, la ricerca di ciascuno. Naturalmente è bene lasciarsi anzitutto ispirare dai suoi grandi scritti, in particolare da Evangelii Gaudium. Ma sappiamo che il Santo Padre ha anche il dono di trovare in ogni circostanza immagini incisive e parole che diventano sintesi efficaci, provocatorie, folgoranti per aiutare il cammino della Chiesa e di ognuno di noi. In occasione dell’anniversario dell’avvio del suo Pontificato invito dunque a fare memoria di Papa Francesco con quel tributo di affetto e di gratitudine che cerca di rendere più intensa la comunione, più convinta la condivisione dell’essenziale del suo magistero, più lieto e fiducioso il procedere insieme. Milano, 13 marzo 2023 + Mario Delpini Arcivescovo di Milano

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Delpini apre la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

Delpini apre la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Momenti di preghiera, celebrazioni ecumeniche, convegni e una festa conclusiva animeranno la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani che si svolgerà, come da tradizione, dal 18 al 25 gennaio. Il programma della Settimana, preparato dal Consiglio delle Chiese cristiane di Milano e dall’Ufficio Ecumenismo e Dialogo della Diocesi, comprende 24 incontri, distribuiti in tutte le sette zone pastorali. L’Arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, mercoledì 18, ore 18.30, darà avvio alla Settimana, quest’anno ispirata al versetto biblico “Imparate a fare il bene, cercate la giustizia” (Isaia 1,17), con una celebrazione ecumenica nella Chiesa Valdese di Milano (via Francesco Sforza 12). «Il tema di quest’anno – spiega Roberto Pagani, responsabile del Servizio diocesano per l’Ecumenismo e il dialogo – è un richiamo a fare il bene e a cercare la giustizia anche in questi giorni difficili, con una guerra che sta inasprendo e, per certi versi, frantumando il rapporto tra le varie comunità cristiane». La predicazione dell’Arcivescovo risponde anche al desiderio di dare seguito a due momenti che nel 2022 hanno coinvolto le Chiese cristiane della Diocesi: il Lunedì Santo celebrato nella Chiesa romena, che ha riunito tutti i ministri e i fedeli appartenenti al Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano, e la preghiera per la pace dei cristiani ucraini in Duomo dello scorso 20 novembre, alla presenza dell’Arcivescovo e dell’Esarca greco-cattolico ucraino, il vescovo Dionisij Ljachovi. Sempre nel capoluogo ambrosiano, dopo l’evento iniziale, si terranno altri cinque incontri. Mercoledì 25, alle 20.30, si svolgerà una festa conclusiva con liturgia e canti per invocare insieme la pace nella chiesa di San Marco a Milano (piazza San Marco 2). Oltre alla presenza tradizionale dei cori ucraino, russo, romeno e degli universitari di Comunione e Liberazione, saranno coinvolti anche altri ensemble, tra cui quello eritreo e quello di alcuni cristiani sudcoreani. Celebrazioni ed incontri di preghiera si svolgeranno anche fuori Milano, nelle altre zone pastorali della Diocesi, con la possibilità di seguire alcuni momenti da remoto. In allegato il programma completo. Per effetto delle migrazioni il numero delle confessioni cristiane non cattoliche presenti nella Diocesi di Milano è andato aumentando negli ultimi anni. Attualmente sono 56 le parrocchie delle varie giurisdizioni ortodosse e bizantine e 21 le sale di preghiera anglicane e protestanti frequentate da fedeli di molte nazionalità. Circa la metà di tutte queste comunità vive le proprie celebrazioni in chiese concesse in uso dalla Diocesi di Milano, in segno tangibile di ospitalità ecumenica. Dal 1998 le diverse confessioni hanno dato vita al Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano, presieduto attualmente dalla pastora Daniela Di Carlo.

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Le iniziative per la pace della Diocesi di Milano a gennaio

Le iniziative per la pace della Diocesi di Milano a gennaio. Nell’anno che sta per cominciare, in cui ricorre il sessantesimo dell’enciclica di papa Giovanni XXIII, Pacem in Terris, la Diocesi di Milano continua a mettere al centro la preghiera per chiedere il dono della pace, a livello personale e collettivo, con diversi appuntamenti. Si comincia domenica 1° gennaio in Duomo, alle 17.30, con la Messa per la Giornata mondiale della pace, una celebrazione voluta da papa Paolo VI nel 1968. In assenza dell’Arcivescovo, impegnato in un viaggio missionario in Camerun, l’Eucaristia sarà presieduta dal Vicario generale, mons. Franco Agnesi, con l’omelia di mons. Luca Bressan, Vicario episcopale per la Cultura, la Carità, la Missione e l’Azione Sociale. La Messa verrà trasmessa in streaming sul canale YouTube e sul portale della Diocesi e in diretta televisiva su Telenova (canale 18 del digitale terrestre). Sabato 7 gennaio, alle 18, il Coordinamento diocesano associazioni, movimenti e gruppi, che riunisce un ampio ventaglio di organizzazioni cattoliche, invita tutti al Santuario San Pietro Martire di Seveso per un momento di preghiera – “Dona nobis pacem” –, a sostegno del popolo ucraino e di tutte le vittime delle guerre e dell’odio. Infine, venerdì 13 gennaio alle 20.45, nella chiesa San Pio X di Cinisello Balsamo, prende il via l’edizione 2023 dei “Dialoghi di pace”, appuntamenti in cui preghiera, riflessione e musica si fondono per (ri)leggere il consueto messaggio del Papa per la pace, quest’anno intitolato “Nessuno può salvarsi da solo. Ripartire dal Covid-19 per tracciare insieme sentieri di pace”. All’appuntamento di Cinisello Balsamo, in cui interverrà anche l’Arcivescovo, mons. Mario Delpini, seguiranno altri incontri nelle zone pastorali in cui è suddivisa la Diocesi, fino al 2 luglio. Qui il programma completo: https://www.chiesadimilano.it/dialoghidipace Tutte le sette serate saranno dedicate alla memoria di Yuriy Kerpatenko, direttore d’orchestra ucraino ucciso nella sua abitazione il 28 settembre nella Kerson occupata dalle milizie russe.

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La messa in Duomo e gli appuntamenti di Natale dell’Arcivescovo

La messa in Duomo e gli appuntamenti di Natale dell’Arcivescovo. Sabato 24 dicembre, in Duomo, l’Arcivescovo presiederà la celebrazione eucaristica della Notte di Natale: la Veglia avrà inizio alle 23.30, seguita alle 24 dalla Messa. Domenica 25, alle 8.30 l’Arcivescovo celebrerà la Messa per i detenuti e il personale di polizia penitenziaria nella Casa circondariale di San Vittore a Milano. Alle 11 presiederà in Duomo il Pontificale di Natale. Terminata la celebrazione, parteciperà al pranzo di Natale organizzato dall’Opera Cardinal Ferrari con la presenza di persone in situazione di marginalità, sostenute dalla onlus. Infine, alle 16.30, ancora in Duomo, mons. Delpini celebrerà i Secondi Vesperi Pontificali di Natale. La Messa di mezzanotte sarà trasmessa in diretta su Telenova (canale 18 del digitale terrestre), sul portale chiesadimilano.it, sul canale You Tube della Diocesi e su Radio Marconi. Il Pontificale delle 11 del giorno di Natale sarà visibile su Telenova, sul portale e sul canale YouTube della Diocesi.  

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Domani per la prima volta celebrate insieme la Veglia missionaria e la Redditio Symboli

Domani per la prima volta celebrate insieme la Veglia missionaria e la Redditio Symboli. Sabato 22 ottobre in Duomo, alle 20.45, l’Arcivescovo presiederà una celebrazione in cui per la prima volta si uniranno due momenti tradizionali per la Chiesa ambrosiana: la Veglia missionaria e la Redditio Symboli. Mons. Delpini dunque consegnerà il mandato missionario e il Crocifisso a 15 partenti e, nella stessa serata, accoglierà la Regola di vita dalle mani di alcuni giovani ambrosiani. L’unificazione di questi due momenti risponde al desiderio di trasmettere anche alle nuove generazioni il significato profondo che spinge i missionari a testimoniare lo spirito del Vangelo. Nel corso della Veglia – che vedrà la partecipazione e il saluto ufficiale della Diocesi a mons. Paolo Martinelli, già vescovo ausiliare della Chiesa di Milano e dallo scorso maggio Vicario apostolico dell’Arabia Meridionale, – mons. Delpini consegnerà il Crocifisso, simbolo del mandato, a 15 missionari in partenza per diverse aree del mondo.  Tra questi 7 fidei donum diocesani (5 preti e una coppia di laici) che presteranno servizio in Israele, Brasile, Camerun e Repubblica Democratica del Congo. Gli altri missionari (sei uomini e due donne) appartengono a istituti religiosi presenti nel territorio della Diocesi e riceveranno il mandato per il Burkina Faso, la Tunisia, la Guinea Bissau, l’Argentina, il Messico e la Thailandia. Un momento della Veglia sarà dedicato alle testimonianze e, in particolare, a quella di mons. Martinelli che racconterà i primi mesi del suo mandato in Arabia Meridionale. Durante la celebrazione un gruppo di circa 400 giovani ambrosiani, perlopiù 19enni, consegnerà nelle mani dell’Arcivescovo, in occasione della Redditio Symboli, la “Regola di vita”: sono lettere che ognuno di loro ha scritto indicando gli impegni che intende assumersi per crescere in un cammino di fede. Un percorso ispirato anche dall’esempio di chi è inviato a testimoniare la fede in realtà povere e critiche degli altri continenti. «Desideriamo accompagnare le comunità cristiane a comprendere che la missione fa parte del cammino vocazionale di ogni persona – spiega don Maurizio Zago, responsabile della Pastorale missionaria -. E unire la Veglia missionaria al momento della Redditio, nel quale i giovani guardano alla propria vita anche come un servizio alla Chiesa e alla società, ci aiuta a cogliere questo aspetto». «È bello che nella consegna del mandato missionario i giovani possano sentirsi parte di un gesto che è di tutta la Chiesa – aggiunge don Marco Fusi, responsabile diocesano della Pastorale giovanile -; ed è prezioso che possano ammirare e imparare dagli adulti che la fede è una realtà che coinvolge tutta la vita e sulla quale è possibile giocare tutta l’esistenza, anche con il “rischio” di partire verso realtà sconosciute». La celebrazione sarà trasmessa in diretta streaming sul canale YouTube ChiesadiMilano e sul portale diocesano.

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