Pista abusiva sulla Ghisolfa, Ruggeri (FdI): “Da domani disegniamo parcheggi dove ci fa comodo”

Pista abusiva sulla Ghisolfa, Ruggeri (FdI): “Da domani disegniamo parcheggi dove ci fa comodo”. Il riferimento di Otello Ruggeri, presidente del circolo Almerigo Grilz di Fratelli d’Italia, è alla pista ciclabile abusiva disegnata da alcuni attivisti legati alla pagina Sai che puoi? che hanno spiegato così l’iniziativa: “Sai la ciclabile del ponte della #Ghisolfa? Quella chiesta con tante firme di cittadine e cittadini? Quella che doveva nascere tre anni fa grazie al #BilancioPartecipativo per evitare che chi va in bici debba sempre pregare per arrivare dall’altra parte? Quella che invece non c’è? Ecco, stamattina c’è. E no, non durerà a lungo. È una ciclabile popolare. La prendiamo come una richiesta a voce un po’ più alta: riuscirà a convincere il Comune a tracciarne finalmente una vera, quella prevista?”. Un’operazione dimostrativa dunque, portata avanti con il favore della notte che ha però scatenato la reazione del centrodestra che la contesta con una proposta con lo stesso approccio: “Sala e compagni, guardano con un misto di comprensione e simpatia a quelli che hanno tracciato una ciclabile abusiva sulla Ghisolfa. Mi raccomando, da domani tutti a disegnare parcheggi dove ci fa più comodo” ja scritto in una nota Ruggeri. Perché se anche le strade possono essere gestite in autonomia, tanto vale evitare le multe e portarsi dietro una bomboletta di spray colorato: così raggiunta la nostra destinazione potremo agevolmente dipingere intorno alla macchina le strisce blu o gialle necessarie a evitare sanzioni dagli eventuali vigili di passaggio. In fondo se si possono creare piste ciclabili sui ponti di periferia, perché non farlo anche in altri luoghi? Gli attivisti di Sai che puoi? Invece faranno bene a rassegnarsi: i loro referenti politici attuali pensano alle piste ciclabili solo nelle zone centrali della città. Le periferie le frequentano giusto prima della elezioni per parlare del pericolosissimo pericolo di una città governata dalla destra. Così i disegnatori abusivi li votano, per scoprire poi che i loro eletti si considerano molto meglio di chi li ha votati. Perché chi vive alla Ghisolfa per quelli come Giuseppe Sala è l’equivalente di un bambino nero con cui scattarsi una foto per i giornali progressisti.

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