La crisi di Governo vista dai politici milanesi - Osservatore Meneghino

La crisi di Governo vista dai politici milanesi

crisi di GovernoQuanto sta accadendo a Roma agita ovviamente le acque anche a Milano. Vediamo come stanno commentando la crisi di Governo alcuni dei principali esponenti politici Milanesi.

Giulio Gallera, Assessore al Welfare di Regione Lombardia nel commentare sui social la crisi politica in corso ha esordito con un “che schifo!” aggiungendo “Stiamo assistendo al peggior teatrino della Politica” che, secondo l’esponente forzista, allontana gli italiani dai partiti e li spinge verso il “voto di protesta”. Critico con i 5 Stelle che avevano detto “non avrebbero mai accettato un governo tecnico, che non avrebbero mai fatto un governo con il PD“, lo è anche con Renzi che “pur di andare contro Zingaretti sta teorizzando l’opportunità di un governo salvaconti con i 5 stelle“. L’azzurro non risparmia nemmeno una stoccata al suo partito, Forza Italia, dove “qualcuno sta proponendo di votare la mozione di sfiducia a Conte solo a condizione di avere la garanzia di andare alle elezioni con Salvini”  con il solo scopo di “salvare qualche poltrona nonostante il drammatico calo di consensi“. Dopo avere pesantemente criticato “il Ministro pentastello Giulia Grillo” per i problemi creati alla sanità lombarda. Gallera conclude auspicando che il governo gialloverde “vada a casa” e si torni “velocemente a votare“.

L’ex Assessore al Welfare del Comune di Milano, oggi Europarlamentare del PD, Pierfrancesco Majorino, non si è certo risparmiato nel commentare sui social quanto sta accadendo. L’8 agosto, appena avuto il sentore della crisi in atto l’esponente di sinistra aveva scritto che, pur trovandosi di fronte al “governo che ho più disprezzato da quando faccio politica“, non riusciva a “gioire” per via della situazione economica italiana e dell’avanzata della Lega, auspicando che il PD affrontasse “questo passaggio mostrando grande compattezza“. Un concetto ribadito il 12 agosto con un perentorio “Le scissioni non sono mai una buona strada. Mai“. Fra le due date Majorino ha avuto il suo bel da fare fra proporre una strategia “costruiamo subito un’alleanza che fa perno sul PD“, “selezioniamo pochi punti chiari e netti” e “Individuiamo un candidato premier” (9 agosto) e il cercare di scongiurare inciuci con il M5S trovando “sorprendente“, “emblematico”, e “surreale“, il fatto che un po’ di elettori di sinistra, “chiedano al PD di aprire il dialogo coi 5 Stelle“, pur lasciando aperto uno spiraglio nel caso i 5 Stelle producessero  “atti nuovi, cambino leader, scelte di fondo, aprano una fase diversa“, ma non “finché trattano il PD (e i suoi anni di governo) come la peste“. Pensiero coerente, ma in continua evoluzione quello di Majorino, che dopo diversi richiami al rispetto della Costituzione e delle decisioni del Presidente Mattarella, passa da un “È del tutto evidente che il surreale schema di questi anni sui 5stelle e Lega, che in fondo pari sono, è stato superato, in queste ore, da tutto il PD. Altrimenti non si spiegherebbe l’ipotesi di fare coi grillini un governo assieme”, a un quasi rassegnato all’alleanza con i 5 Stelle “Qualsiasi scenario – elezioni o governo coi 5stelle o come lo volete chiamare perché non si può dire – ha bisogno di un PD unito e forte“.

L’Europarlamentare e Consigliere Comunale della Lega Silvia Sardone, ha invece scaricato gli ex alleati l’8 agosto “Voltiamo pagina, non è più possibile continuare con alleati che insultano, dicono solo no e frenano le riforme”, mentre il 9 ha scritto “mi fido di Matteo Salvini” chiedendo “elezioni” così che gli italiani possano “dare pieni poteri a Salvini“. Lo stesso giorno, appena si cominciava a profilare un possibile asse 5 stelle – PD, ha sentenziato “Sarebbe incredibile un governo Renzi-Di Maio ma in molti per tenersi la poltrona farebbero di tutto“, per poi lasciare passare un giorno e fare sapere che lei se ne era già accorta: “In Europa ci siamo già resi conto che i grillini votano insieme al Pd“. L’11 agosto, quando l’accordo giallorosso si faceva più probabile, l’ex forzista ha attaccato Renzi che “torna in scena con assurdità e sparate senza senso. Dopo essere stato asfaltato a ogni elezione ora si erge a Salvatore della Patria” e l’accordo con Grillo “Dopo essersi insultati per anni, ora sono pronti a uno scandaloso accordo” raggiunto solo per “paura di votare“. Il 12 agosto se l’è presa con la Boschi, pronta anche lei al “ribaltone” e “all’inciucione” pur di essere candidata, ma ancora convinta che “gli elettori puniranno questo indecente accordo in programma“. Una convinzione che è sembrata vacillare il 13 quando ha denunciato “Stanno cercando in ogni modo di allontanare le elezioni. Hanno paura degli italiani! Hanno paura del democratico voto dei cittadini!” senza però smettere di sostenere con convinzione “Noi vogliamo Salvini Premier“.

Rigidi sulla richiesta di elezioni immediate i due parlamentari di Fratelli d’Italia, Marco Osnato e Carlo Fidanza. Entrambi hanno evitato di entrare in conflitto con i possibili futuri alleati, ma anche di emettere giudizi eccessivamente critici nei confronti del M5S e dei partiti di sinistra, preferendo concentrarsi sul promuovere le proposte e idee del loro movimento. Così, mentre il primo si è limitato a pubblicare locandine di eventi in cui alla presenza di Giorgia Meloni si raccoglieranno firme per le “elezioni subito“,  il secondo ha dedicato un po’ più tempo ai social ricordando prima che “Fratelli d’Italia da settimane chiedeva di staccare la spina” al Governo, per poi, appreso delle trattative fra M5S e PD, chiedere di smetterla con i “giochini di palazzo“, per dare la “parola agli italiani“. Concetto, quest’ultimo, più volte ribadito fino al 13 quando ha nuovamente scritto “A noi non interessano accordicchi, notai, garanzie. Siamo forti della nostra coerenza e vogliamo solo che gli italiani si possano scegliere un governo forte e coeso per cinque anni“.