Il mondo impazzito per le scarpe Lidl

Il mondo impazzito per le scarpe Lidl. Pare assurdo, ma ieri tutta Milano sembrava impazzita. Code lunghissime fino dal primo mattino si sono viste davanti ai Lidl perché era il giorno in cui sarebbero state messe in vendita le nuove scarpe a marca Lidl. Scarpe sportive e assolutamente non di grande qualità, tanto che il prezzo medio di vendita al supermercato era di 12,99 euro. Eppure a migliaia si sono fiondati sul presunto affare convinti che essendo un’edizione limitata avrebbero potuto concludere ricchi affari. E non è per dire: ora si trovano online a prezzi che toccano i 1300 euro. Cento volte il costo di chi le ha prese al supermercato. Alla Lidl bisogna fare i complimenti per l’operazione perché in un giorno ha incassato un fiume di denaro inconcepibile in questo periodo e una pubblicità che nessuna campagna di marketing avrebbe portato. Quindi hanno guadagnato molto ottenendo visibilità per mesi, perché in tanti rimarranno con le scarpe sul groppone visto che online si trovano ovunque. Ma non al Lidl che ha dimostrato come una catena di supermercati se gestita bene può vendere qualunque cosa. E chiunque ci sia entrato una volta sa che il concetto di discount corrisponde a posto brutto solo in Italia, mentre la catena tedesca ha negozi belli, puliti e ordinati. Oltre che manager molto in gamba evidentemente. Altrimeni il mondo impazzito per le scarpe Lidl non si sarebbe visto. Ma come mai è successo? Cosa davvero ha fatto scattare una tale corsa a scarpe normalissime, scarpe colorate e dal taglio sportivo, ma normalissime? I lockdown scatenano reazioni strane, ma sarebbe interessante capirne la genesi. E’ pur vero che l’isola di New York fu venduta per qualche cassa di perline e oggetti colorati, ma i pellerossa attribuivano a quegli oggetti più valore che ad altro per motivi culturali. Cosa hanno visto in delle scarpe da 12.99 euro le migliaia che si sono fiondate al Lidl?