alitalia

Alitalia non potrà più essere ammortizzatore di sè stessa

Alitalia non potrà più essere ammortizzatore di sè stessa. Per un esito positivo del tormentone Alitalia e per affrontare le crisi industriali, serve una rapida riforma degli ammortizzatori sociali equa ed universale. La legge del contrappasso sta dilaniando l’ex Alitalia che è stata, in questo ventennio di crisi, l’ammortizzatore sociale di se stessa. E’ così che un’azienda decotta è potuta sopravvivere. Nessun Governo ha mai fatto cessare l’andazzo corporativo che ha coinvolto politica, fornitori e sindacati. Leggi che autorizzarono la Cig ,anche per 7 anni consecutivi, o una nuova tassa di imbarco di 3 euro per passeggero per alimentare un fondo corporativo e una Cig d’oro non sono più possibili. Negli ultimi 20 anni l’ex compagnia di bandiera ha fatto fallire, e poi assorbito , numerose compagnie aeree: dalla Gandalf ad Itavia, da Volare Web ad Air One, fino ad arrivare ad Avianova, Air Sicilia e Minerva. La la crisi di Alitalia è costata 12 miliardi alle casse pubbliche e, nonostante ciò, ha perso enormi quote di traffico su tutti i mercati aerei domestico, intercontinentale e cargo .Adesso, per assicurare la discontinuità voluta dalla UE (raggirata da politica e manager con aiuti di Stato mascherati), nel passaggio degli addetti ad Ita, le chiamate dei nuovi assunti saranno personali e non di gruppo. Il contratto da applicare dovrà essere quello che hanno chiesto ( e ottenuto) i sindacati ,poi inserito nel “D.L. Rilancio” dello scorso anno, che aveva come obiettivo di impedire dumping sociale all’Alitalia da parte delle compagnie low cost. Contratto che ora i sindacati non vogliono applicare ad Ita, perché vorrebbero mantenere i trattamenti economici e normativi dell’ex compagnia di bandiera.

Alitalia non potrà più essere ammortizzatore di sè stessa Leggi tutto »

Alitalia, Onlit: i nodi vengono al pettine, l’ex compagnia di bandiera non potrà più essere l’ammortizzatore sociale

Alitalia, Onlit: i nodi vengono al pettine, l’ex compagnia di bandiera non potrà più essere un ammortizzatore sociale. Per un esito positivo del tormentone Alitalia e per affrontare le crisi industriali, serve una rapida riforma degli ammortizzatori sociali equa ed universale. La legge del contrappasso sta dilaniando l’ex Alitalia che è stata, in questo ventennio di crisi, l’ammortizzatore sociale di se stessa. E’ così che un’azienda decotta è potuta sopravvivere. Nessun Governo ha mai fatto cessare l’andazzo corporativo che ha coinvolto politica,fornitori e sindacati. Leggi che autorizzarono la Cig ,anche per 7 anni consecutivi, o una nuova tassa di imbarco di 3 euro per passeggero per alimentare un fondo corporativo e una Cig d’oro non sono più possibili. Negli ultimi 20 anni l’ex compagnia di bandiera ha fatto fallire, e poi assorbito , numerose compagnie aeree: dalla Gandalf ad Itavia, da Volare Web ad Air One, fino ad arrivare ad Avianova, Air Sicilia e Minerva. La la crisi di Alitalia è costata 12 miliardi alle casse pubbliche e, nonostante ciò, ha perso enormi quote di traffico su tutti i mercati aerei domestico, intercontinentale e cargo .Adesso, per assicurare la discontinuità voluta dalla UE (raggirata da politica e manager con aiuti di Stato mascherati), nel passaggio degli addetti ad Ita, le chiamate dei nuovi assunti saranno personali e non di gruppo. Il contratto da applicare dovrà essere quello che hanno chiesto ( e ottenuto) i sindacati ,poi inserito nel “D.L. Rilancio” dello scorso anno, che aveva come obiettivo di impedire dumping sociale all’Alitalia da parte delle compagnie low cost. Contratto che ora i sindacati non vogliono applicare ad Ita, perché vorrebbero mantenere i trattamenti economici e normativi dell’ex compagnia di bandiera.

Alitalia, Onlit: i nodi vengono al pettine, l’ex compagnia di bandiera non potrà più essere l’ammortizzatore sociale Leggi tutto »

Alitalia, Onlit: “Ricollocare i piloti dagli aerei ai treni, all’estero si fa”

Alitalia, Onlit: “Ricollocare i piloti dagli aerei ai treni, all’estero si fa”. Mentre le più quotate ed efficienti Lufthansa e Swissair stanno cercando di ricollocare una parte dei loro piloti in esubero nelle ferrovie dei rispettivi paesi, il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti ha nominato per Alitalia due nuovi commissari, da aggiungere all’attuale Giuseppe Leogrande. Ha aggiunto così due posti a tavola, visto che tra i nove membri del cda di ITA (la società incaricata di gestire la nuova Alitalia) la Lega non è rappresentata. Anziché difendere le alte professionalità di molti piloti perennemente inattivi che si disperderebbero dall’inevitabile piano di esuberi derivanti dal ridimensionamento di ITA, prendendo esempio dall’estero e pensando a una loro ricollocazione nelle ferrovie italiane che si dice di voler rilanciare assieme alla sostenibilità dei trasporti, il Governo sta pensando ad un piano fatto di sola Cig ed esuberi. Piano che si aggiungerebbe a quelli del passato decennio, caratterizzato da cassa integrazione e prepensionamenti d’oro. In situazioni analoghe a quella italiana – pochi macchinisti da una parte, e troppi piloti d’aereo dall’altra – i sindacati e i piloti svizzeri e tedeschi non si stanno opponendo alla prospettiva di un trasferimento, ma anzi stanno stringendo accordi. Con il Covid, la crisi del trasporto aereo ha messo in ginocchio vettori ben più robusti di Alitalia, i quali però non aspettano di uscirne solo con aiuti di Stato e ammortizzatori sociali. Perché non provarci anche in Italia? Anche perché ci sono lavoratori più deboli da tutelare, in altri settori che la politica ha spesso dimenticato.  

Alitalia, Onlit: “Ricollocare i piloti dagli aerei ai treni, all’estero si fa” Leggi tutto »

Alitalia, Onlit: “Emergenza cig dal governo l’ennesimo trattamento di favore”

Alitalia, Onlit: “Emergenza cig dal governo l’ennesimo trattamento di favore”. Che sia una priorità pagare la cassa integrazione non c’è alcun dubbio. E’ noto che la platea dei lavoratori a cui erogare l’assegno di circa 1.100 euro è aumentata a dismisura con la crisi pandemica. Nonostante i progressi nei pagamenti, molti settori merceologici restano in grave arretrato, se non completamente scoperti. Senza gli assegni molte famiglie fanno fatica ad arrivare alla fine del mese e sono costrette ad indebitarsi. E’ pertanto sorprendente apprendere che, nella riunione governo-sindacati del 26 febbraio, sul dossier Alitalia sia stato chiesto all’INPS di erogare urgentemente ai lavoratori, sia la Cig che il fondo di solidarietà: un assegno che nel caso dei piloti arriva, in media, a 5 mila euro. Tutto ciò sebbene in questi anni di crisi del vettore, la Cig sia stata sempre versata dall’istituto previdenziale senza un giorno di ritardo. E’ in ritardo invece l’erogazione della Cig a centinaia di altri piloti e addetti che non sono di Alitalia, ma di Air Italy, Blu Panorama, Ernest, alcune fallite e altre in crisi. C’è da chiedersi se per il Governo non fosse stato più opportuno chiedere un impegno straordinario all’INPS per smaltire gli arretrati di migliaia di lavoratori vicini alla soglia di povertà. Piuttosto che per pagare gli assegni a chi ha la fortuna di lavorare in un’azienda (in fallimento da anni) sempre però ben coperta dai contribuenti, che sarebbe stato meglio dare priorità ai più deboli e più poveri.

Alitalia, Onlit: “Emergenza cig dal governo l’ennesimo trattamento di favore” Leggi tutto »

Governo, Onlit: “Di De Micheli e Toninelli non sentiremo di certo la mancanza”

Governo, Onlit: “Di De Micheli e Toninelli non sentiremo di certo la mancanza”. Il nuovo ministro dei Trasporti del governo Draghi dovrà mettersi, se li ha, le mani nei capelli. Si troverà infatti a fronteggiare l’anno zero dei trasporti. Nessuno rimpiangerà i suoi predecessori, Paola De Micheli e Danilo Toninelli. La ministra De Micheli di sicuro passerà alla storia per la proposta che tutti i cittadini italiani debbano trovarsi in un raggio di 100 Km da una linea di Alta Velocità, qualsiasi cifra questo debba costare (ai contribuenti, non alla ministra). Sia lei che Toninelli non passeranno alla storia, invece, per aver risolto la vertenza con Autostrade dopo il crollo del ponte Morandi: sia perché non è stata risolta, sia perché si sono ben guardati dall’insistere affinchè gli utenti smettano di pagare pedaggi per autostrade che hanno già strapagato. La De Micheli sarà inoltre ricordata, oltre che per la telefonata al manager della Juventus per aiutarlo nel calciomercato, per la sua incapacità nel potenziare il trasporto pubblico nella fase Covid. Diabolicamente, poi, sia Toninelli che De Micheli hanno perseverato nel voler mantenere in vita Alitalia, autentico zombi con le ali. Infine, le grandi navi non entrano più a Venezia grazie al Covid, non certo ai due ministri di cui non sentiremo proprio la mancanza.

Governo, Onlit: “Di De Micheli e Toninelli non sentiremo di certo la mancanza” Leggi tutto »

Alitalia torna a Linate e lo scalo riprende vita

Cresce l’attività dello scalo di Linate dove da oggi Alitalia ha spostato i voli che aveva trasferito a Malpensa per le norme sul Coronavirus. Sono in tutto 119 i voli, fra arrivi e partenze nello scalo cittadino di Milano, di cui 50 di Alitalia, a cui si aggiungono i collegamenti di Lufthansa, Iberia e Air France. Sono in tutto 12.500 i passeggeri che transiteranno in giornata nello scalo, mentre circa 30 mila quelli di Malpensa dove sono circa 300 i voli. Proprio a Malpensa è previsto domani il picco di passeggeri: oltre 35 mila. E se Linate riprende vite, anche la Stazione centrale è affollata di viaggiatori come mai negli ultimi mesi. In tanti però sono perplessi dalla fine del distanziamento sui treni con la possibilità di sedersi in tutte le poltrone.

Alitalia torna a Linate e lo scalo riprende vita Leggi tutto »