Craxi

Sala: “Su Craxi gestione discutibile da parte del Pd”

Sala: “Su Craxi gestione discutibile da parte del Pd”. La sintesi esprime il pensiero del sindaco di Milano Giuseppe Sala sulla questione Craxi: nelle scorse settimane infatti il Partito democratico ha cercato di organizzare un evento per discutere della figura dell’ex premier fuggito col marchio infame di corrotto, e corruttore, e mai rientrato in Italia. Su quello che per alcuni sarebbe stato uno statista per il celebre episodio di Sigonella, non si trova pace e il primo cittadino meneghino ha deciso di scaricare il peso della questione sul partito di maggioranza. La sua maggioranza in teoria. A proposito di Craxi. Constato che proprio non si riesce a dibattere con sufficiente serenità della figura del leader socialista. Il mio invito a discuterne in Consiglio Comunale è finito nel nulla (nella mia comprovata lealtà verso il PD mi permetto di dire che questa volta la gestione è stata veramente discutibile). Per cui adesso si pretende che io decida. Cosa poi? Se intitolargli una via? Se apporre una targa sulla casa dove abitò? È tutta qui la riflessione? Io continuo a pensare che non ce la si possa cavare così. Di Craxi ricordo atti coraggiosi, soprattutto in politica internazionale, ma anche il sistema di tangenti da lui (e non solo, ovviamente) alimentato in quegli anni. E a fronte di un periodo come quello, che condiziona ancora oggi la nostra comunità, la vogliamo risolvere con una via o una targa? Io non credo sia giusto.    

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Craxi, la sinistra decide di non decidere, Nava (FI): desolanti!

Spezzata com’è fra riformisti ed estrema sinistra e sottoposta alle pressioni degli alleati di governo grillini, per la maggioranza in Consiglio Comunale era difficile prendere una decisione in merito alla dedica di una via a Bettino Craxi e infatti non l’ha fatto. Il capogruppo del PD Barberis, pur essendo sostanzialmente favorevole ha preferito non intrare in collisione con i consiglieri che fanno riferimento all’ex assessore Majorino e con quelli di Milano Progressista del neo Assessore Limonta, dando di fatto il via al rinvio della decisione, con grande soddisfazione dei consiglieri del M5S sempre rimasti sulla loro linea giustizialista e manettara. Rinviata quindi a data da destinarsi la decisione sulla via, è stata lasciata aperto uno spiraglio a “altri segni di memoria più sobri e meno divisivi” quali una targa sul palazzo milanese dove abitò Craxi. Un atteggiamento, quello della maggioranza, condannato con decisione da tutte le opposizioni e stigmatizzato con decisione dall’Assessore del Municipio 2, Marzio Nava, che sul suo profilo facebook ha scritto: “Avvilente, desolante e senza logica. Ancora una volta questo è un paese che non fa i conti neanche con il proprio recente passato figuriamoci con il passato remoto. Il PD diviso e frastornato in Consiglio comunale a Milano sulla “concessione di una targa a Craxi” non decide e pretende di rappresentare il socialismo democratico e liberale…..ma fatemi un piacere…..” si è sfogato l’azzurro per poi puntare il dito “Sui 5 stelle e su altri estremisti stendiamo un velo pietoso. Quando filosofeggiavano se stare con Cuba o lisciare il pelo a Breznev c’era chi si doveva cimentare con l’amministrazione della quotidianità“. “Sono basito e senza parole e in tutto questo il sindaco ha pensato bene di nascondersi…..in politica bisogna sempre metterci la faccia responsabilmente” ha quindi sottolineato l’azzurro, concludendo con amarezza, “….l’ennesima occasione persa“.  

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Gelmini: una targa per Craxi. Sollazzo: no al revisionismo storico

Il ricordo di bettino Craxi continua ad agitare le acque della politica milanese. A tal proposito, Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera e consigliere comunale a Milano, ha dichiarato: “E’ arrivato il momento, a vent’anni dalla sua morte, di rompere questo muro di silenzio e avviare una nuova stagione di riflessione sulla vita e sull’impegno di uno dei più grandi statisti che il nostro Paese abbia avuto: Bettino Craxi. Un’occasione preziosa per superare le ambiguità e le semplificazioni di questi anni e per colmare una lacuna politica“, aggiungendo “È doveroso proporre, come già fatto in passato dal gruppo consiliare di FI, un riconoscimento simbolico a Craxi, affinché venga dedicato alla sua memoria uno spazio di Milano. Di questo impegno chiediamo sia protagonista il Comune, per superare una volte per tutte atteggiamenti strumentali e chiusure ideologiche“. Parole che hanno ricevuto in risposta un’apertura da parte del sindaco Sala, che in merito a unana targa vicino all’abitazione dove viveva Bettino Craxi ha detto, “potrebbe essere una soluzione, ma rimango sulla mia via“, ma, “Tutto deve essere preceduto da un dibattito. Perché dobbiamo lasciare che il dibattito avvenga attraverso un film o un libro e non attraverso il protagonismo della politica?“. Di parere contrario invece il Consigliere Comunale del Movimento 5 Stelle, Simone Sollazzo, che ritiene l’iniziativa un “pessimo tentativo di revisionismo storico rispetto a una figura che ci riporta a tangenti, corruzione, finanziamento illecito. Una pagina buia della storia repubblicana che è alquanto discutibile per meritare anche una benemerenza”, concludendo, “Sala smetta di alimentare questo dibattito surreale e si concentri sulle reali priorità di Milano, dall’ambiente alla sicurezza nelle periferie passando per le numerose buche nelle strade”.  

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Ventennale Craxi: intervista a Gianfranco Rotondi

Ventennale Craxi: intervista a Gianfranco Rotondi. Per l’occasione rilanciamo l’articolo di Agenpress. Ventennale morte di Craxi. Intervista esclusiva a Gianfranco Rotondi, vicepresidente dei deputati di Forza Italia e presidente della fondazione Democrazia Cristiana. Domanda. On. Rotondi in una recente intervista a La 7 Matteo Renzi ha dichiarato: “rispetto ai politici di oggi Craxi era un gigante”. Lei cosa ne pensa? Risposta. Non è un complimento straordinario: Craxi è un gigante a prescindere dal paragone coi protagonisti di oggi. Domanda. Craxi nei libri di Storia verrà ricordato come un grande statista europeo, oppure come un politico che preferì sottrarsi alla giustizia? Risposta. La storia la scrivono i vincitori, e la partita è ancora aperta. Domanda. Craxi fu costretto a dimettersi da segretario, perse nel ’94 l’immunità parlamentare e prima che potesse essere arrestato fuggì ad Hammamet, da esule secondo i suoi sostenitori, da latitante secondo i suoi persecutori. Secondo Lei? Risposta. Craxi fece una scelta politica, reagì a quello che riteneva un colpo di stato;non si sottrasse alla reclusione, si diede da solo gli arresti domiciliari (che avrebbe avuto tranquillamente anche in Italia). Craxi era un animale metropolitano, immedesimato nella sua Milano, il soggiorno obbligato ad Hammamet fu come il carcere. Domanda. Perché oggi su Craxi molti hanno cambiato parere: i calunniatori sono diventati adulatori. Questo vuol dire che in politica nel bene e nel male non esiste nessuna riconoscenza? Risposta. Sono passati venti anni, il degrado della politica è sotto gli occhi di tutti. Le conversioni si spiegano così. Domanda. Lei onorevole nella sua lunga carriera politica serba qualche aneddoto o qualche episodio che possa far meglio delineare la figura politica di Craxi? Risposta. Ho conosciuto Craxi solo telefonicamente. Da direttore del “Popolo”, quotidiano del Ppi, lo chiamai ad Hammamet per intervistarlo. Fu gentilissimo, l’intervista scatenò un putiferio, la Bindi chiese le mie dimissioni, io per tutta risposta offrii a Craxi una rubrica fissa; gli altri giornali lo ospitavano con pseudonimo, io pubblicavo la sua firma e lui mi era molto grato di questo gesto. Ci sentivamo tutte le settimane, ogni telefonata era una lezione. Ho trasferito ai figli l’affetto che non ho avuto il tempo di dimostrare al padre. Domanda. Cosa provò nel vedere Craxi quando sera del 30 aprile 1993, uscito dall’Hotel Raphael, alcune contestatori gli lanciarono delle monetine? E come mai chi allora agitò il cappio si è trovato negli anni successivi di fronte a responsabilità peggiori, non ha subito la stessa gogna mediatico-giudiziaria? Risposta. Dell’episodio ho un ricordo televisivo. In realtà una trappola mediatica del pds. Domanda. Craxi è stato Presidente del Consiglio dei ministri dal 4 agosto 1983 al 17 aprile 1987. Negli anni Ottanta l’Italia ha rimontato la china della regressione, della stagnazione e dell’inflazione, uscì dalla crisi economica e produttiva per entrare in un ciclo di espansione e di sviluppo senza precedenti toccando le punte di sviluppo più alte tra i paesi dell’Europa industrializzata. E’ il caso di riconoscere che ciò è stato anche merito suo? Risposta. In politica nessuno riconosce i meriti se non la storia. Domanda. Onorevole Rotondi è d’accordo con questa dichiarazione di Craxi? “…Non credo che questo nostro Paese costruirà il futuro che si merita coltivando un clima di odio nei confronti della classe politica, i cui limiti sono noti ma che pure ha fatto dell’Italia uno dei Paesi più liberi…” Risposta. L’odio verso la classe politica è aumentato, e gli effetti si vedono: il populismo è al governo, e all’opposizione riprendono cittadinanza pulsioni di estrema destra. Domanda. Come veniva giudicato Craxi all’interno della Democrazia Cristiana. E come erano i rapporti tra De Mita e Craxi. E’ vero che tra loro vi fu una collaborazione difficilissima. Essi diffidavano reciprocamente della loro furbizia e forza di carattere. Risposta. Craxi ha diviso la Dc in vita almeno quanto l’ha unita in morte. Non c’è un leader della Dc in cui i democristiani si riconoscano unitariamente. Su Craxi oggi c’è un unanime giudizio positivo dei democristiani. Domanda. Onorevole Rotondi è d’accordo con la figlia di Craxi che sostiene che suo padre avrebbe fatto certamente degli errori, ma ha agito sempre nell’interesse degli italiani. Non esistono spiegazioni, tranne quella di aver svelato il paradosso e l’ipocrisia della cultura comunista. Di quei comunisti che invocavano quell’uguaglianza che spesso vuol dire povertà per tutti tranne che per loro. Risposta. Craxi era un anticonformista nel paese del politicamente corretto, ha pagato anche questo. Domanda. Nella vicenda Sigonella Craxi disse a Reagan “Siamo alleati, non servitori” e dopo alcune settimane di inevitabili tensioni tra i due Paesi, il Presidente americano inviò una lettera che iniziava con un “Dear Bettino”. Molti dissero che Craxi rese l’Italia un Paese sovrano. Lei è uno di quelli? E possiamo sperare che l’Italia riconquisti nella politica estera credibilità e rispetto? Risposta. Non aderisco alla vulgata che vuole Sigonella alla base della condanna a morte di Craxi.

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Delegazione di Forza Italia Giovani ad Hammamet per commemorare Craxi

Una delegazione di Forza Italia Giovani si trova ad Hammamet per partecipare alle iniziative organizzate in occasione del ventesimo anniversario della morte di Bettino Craxi. “La nostra generazione – spiega Marco Bestetti, Coordinatore nazionale dei giovani azzurri – ha il dovere di tributare omaggio ad uno statista che ha fatto grande l’Italia nel mondo, conseguendo importanti risultati sia in materia economica che in politica estera“. “Proprio le coraggiose decisioni internazionali assunte da Craxi – prosegue Bestetti –  rendono impietoso il confronto con l’attuale dilettantismo di chi dovrebbe rappresentarci all’estero, privando l’Italia del suo storico e fondamentale ruolo di Paese leader nel Mediterraneo. E’ nostra responsabilità – conclude – onorare la memoria di Bettino Craxi, riconoscendone alcuni errori, ma soprattutto le tante virtù”.  

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