Liceo Bottoni

FDI: al Bottoni si identifichino gli occupanti e seguano le indicazioni di Valditara

“Per gli amici dei centri sociali ogni scusa è buona per evitare di fare lezione. E poco importa se a causa delle loro azioni ci vanno di mezzo anche gli altri, quelli che a scuola vorrebbero poterci andare per studiare” Lo scrive in una nota Francesco Rocca, Consigliere Comunale di Fratelli d’Italia, aggiungendo  “Dopo le occupazioni di altre due scuole a Milano delle scorse settimane, stamattina anche i portoni del liceo P. Bottoni sono stati sbarrati dagli occupanti”. “Ovviamente l’augurio è che la situazione ritorni alla normalità il prima possibile. Bene le identificazioni della Polizia, così se dovessero verificarsi nella struttura gli stessi danni causati al Severi Correnti, reso inagibile, si saprà subito a chi rivolgersi” Conclude Rocca. Gli fa eco il collega di partito Senatore Riccardo De Corato  “L’intervento della Polizia di Stato questa mattina, che ha identificato gli studenti, è stato indubbiamente indispensabile perché, un’altra situazione come quella del Liceo Severi-Correnti, non deve più accadere. Ora l’Autorità scolastica faccia il proprio dovere e si attenga alle indicazioni diramate dal Ministero della Pubblica Istruzione e del Merito date nelle ultime settimane dal Ministro Valditara”- “Non si possono più tollerare occupazioni abusive di edifici scolastici con conseguenti devastazioni per motivazioni, peraltro, legate all’autogestione totale degli studenti e anche al conflitto a Gaza. Il Governo Meloni non arretrerà di un passo dal contrasto ad ogni azione di illegalità e delinquenza in tutta la nazione” conclude De Corato.

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Al Liceo Bottoni DAD in cortile

Una mattinata di didattica a distanza nel cortile del liceo. Con questa iniziativa alunni, docenti e genitori dello scientifico Bottoni hanno voluto esprimere il desiderio di tornare al più presto e in sicurezza alle lezioni in classe, sospese per l’emergenza coronavirus. “Bisogna riaprire le infermerie scolastiche, con medici che possano svolgere i test rapidi, perché non tutti hanno l’auto per andare al drive through di via Novara – ha spiegato Chiara Ponzini, di Priorità alla scuola, il movimento che ha organizzato la protesta -. Le scuole devono diventare non solo un presidio educativo ma anche sanitario”. Con cappello, sciarpa e guanti, Lorenzo Mazzi, 44 anni, professore di storia e filosofia, ha svolto le sue lezioni su Socrate e Marx con gli alunni delle varie classi collegati da casa e con la dozzina seduti sui banchi a rotelle davanti al portone, con libro, computer e auricolari nelle orecchie. “Questa azione è un’opera di educazione civica. La scuola è un diritto. Bisogna guardare alla scuola non più come a una variabile dipendente da aspetti economici ma come un valore in sé culturale educativo e sociale”, ha detto il docente, al termine della mattinata chiusa con la lettura degli articoli della Costituzione che sanciscono il diritto allo studio. Per la preside, Giovanna Mezzatesta, “la Dad è molto penalizzante. Bisogna investire su trasporti, tracciamento e assunzioni. E poi – ha concluso – vorrei che la scuola riaprisse prima delle sale bingo”. ANSA

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