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Scuola Falcone e Borsellino. Sardone (Lega): trasferimento senza navette una vergogna targata PD

“Sono stata contattata dai genitori i cui figli frequentano la scuola media Falcone e Borsellino, giustamente arrabbiati e preoccupati, per il trasferimento forzato – causa riqualificazione – verso altre scuole che distano anche parecchio dalla sede originaria e non sono coperte dai mezzi pubblici” lo Scrive in una nota, Silvia Sardone Consigliere Comunale della Lega. “Il tutto senza predisporre un servizio navetta per agevolare le famiglie – spiega la Sardone, sottolineando – i ragazzini che saranno spostati alla scuola di via Bottelli, infatti,  dovranno farsi mezz’ora a piedi lungo una strada poco sicura, rischiando la pelle per raggiungere il nuovo istituto”. “La giunta finto-green parla tanto di mobilità sostenibile – attacca quindi la Sardone – poi quando dalle parole deve passare ai fatti latita sempre: perché infatti non predisporre, anche insieme ad Atm, dei mezzi appositi per evitare alle famiglie difficoltà organizzative ed economiche? Chi non ha l’auto, come tra l’altro consiglia il Comune ostaggio dei Verdi, come deve fare?” si chiede la leghista. “È doveroso perlomeno che qualcuno esca dal sonno a Palazzo Marino – insiste l’Europarlamentare della Lega – e dia delle risposte certe e convincenti alle famiglie coinvolte nel trasferimento e dia anche garanzie sui tempi di consegna della scuola riqualificata, previsti in due anni. L’ennesima vergogna targata Pd sull’istruzione – conclude la Sardone – oltre al danno non aggiunga la beffa”. 

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Proteste per lo stop alle iscrizioni a mediazione linguistica

“Nella seduta del primo Febbraio della Commissione Didattica del Senato Accademico l’amministrazione ha proposto la possibilità di non aprire le immatricolazioni del prossimo anno per il corso di Mediazione Linguistica e di reintrodurre il numero chiuso, a partire dal 2023”. Lo rende noto la Sinistra Universitaria-Udu Milano dell’Università Statale di Milano. Per il collettivo la proposta è “un vero e proprio fulmine a ciel sereno” e “questa possibilità – spiegano gli studenti – verrà posta in approvazione già nella prossima seduta del Senato, in programma martedì 8 febbraio”. “La motivazione riportata dall’amministrazione – si legge in una nota – per giustificare questa proposta è l’aumento delle immatricolazioni degli ultimi anni, non più gestibili in termini di spazio e di didattica. La soluzione, quindi, sarebbe quella di impedire a migliaia di studenti e studentesse di immatricolarsi nei prossimi anni compromettendo per sempre la loro carriera universitaria e personale”. ANSA

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Proteste della comunità Senegalese per l’arresto di Ousmane Sonko

Ieri pomeriggio in Corso Buenos Aires, all’altezza di Porta Venezia, si sono svolte delle proteste, pacifiche ma non certo remissive, per l’arresto del politico di opposizione Senegalese Ousmane Sonko. Molto popolare tra i giovani del proprio paese, il politico dovrà comparire a giorni davanti al giudice per rispondere delle accuse di stupro e turbamento dell’ordine pubblico. L’imputato nega ogni coinvolgimento ed afferma che le accuse sarebbero motivate da un intento politico. Insomma, le toghe che fanno politica non sarebbero prerogativa Italiana. In ogni caso, la manifestazione ha visto accalcarsi decine di persone. Forse non il massimo visto il periodo. Ringraziamo Andrea Curcio, aspirante giornalista, per le immagini forniteci.

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Scuola: rientri e proteste

Sono rientrati a scuola, anche se al 50%, i ragazzi delle scuole superiori di Milano in un giorno in cui comunque non si sono zittite le proteste, con un presidio davanti all’ufficio scolastico regionale di Priorità alla scuola per dire ‘no alle classi pollaio’ e uno davanti ad alcune scuole medie del comitato A scuola per chiedere che non ci siano più stop alle lezioni in presenza. Mezzi affollati più dei giorni precedenti ma senza grossi affollamenti, grazie anche all’aumento delle corse e alle navette istituite per 32 istituti superiori. Felici i ragazzi anche se preoccupati che “tra un paio di settimane la situazione precipiti e ci ritroveremo di nuovo a casa – dice uno studente mentre i compagni attorno a lui annuiscono -. Ma per ora ci godiamo il momento”. “Non ce la facevamo più a stare davanti a un computer” aggiunge un suo compagno, al rientro al liceo Manzoni. ANSA

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Le proteste 5G a Milano e il rischio elettorale

Le proteste 5G a Milano e il rischio elettorale. Come abbiamo visto anche a Milano si stanno organizzando proteste contro l’innalzamento di antenne 5G, sarebbero in altre epoche il segno del progresso e di un’Italia al passo coi tempi. Invece stanno diventando il motivo per compiere molti passi indietro: in tutta la Penisola centinaia di sindaci hanno emesso ordinanze per vietare l’installazione di ripetitori per il segnale 5G. Ci sarebbero rischi per la salute secondo loro, per gli scienziati e tecnici no, ma sappiamo che oggi in Italia pure un panettiere si sente in diritto di discutere gli esperimenti del Cern. Ma vediamo la questione dal punto di vista pratico: ad agosto i Verdi milanesi chiedono al Comune il dettaglio del progetto per la copertura con il 5G di tutta la città. La risposta di Palazzo Marino è che vuole 2500 euro: cioé i cittadini per sapere cosa sta facendo il Comune devono spendere due stipendi medi. Ora le basi per una vittoria o una grande affermazione politica di quelli che definiamo complottisti ci sono tutte: le antenne avranno una distribuzione capillare sul territorio a quanto pare, quindi tutti i quartieri ne saranno toccati. Se a questo si somma l’omertà di fatto del Comune sui dettagli, c’è tutta la carne necessaria per un barbecue di primo livello. Più di azioni su tutti i quartieri che possono essere fraintese cosa dovrebbero chiedere quelli che speculano sull’ignoranza e le ansie delle persone? Hai un fatto che le persone non capiscono e un’Amministrazione che non vuole fornire informazioni. Le proteste 5G a Milano e il rischio elettorale sono una prospettiva tutt’altro che lontana e forse non andrebbero sottovalutati. Moltissimi resteranno a casa qualche mese perché si affideranno al reddito di cittadinanza o altri sussidi campando di lavoretti in nero. Avranno dunque tempo e voglia di prestare ascolto alle sirene delle paranoie. Anche solo per sfogare la frustrazione di essere in quella situazione.

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Centrodestra furioso per gli abusi edilizi degli autonomi del Lambretta

I lavori di ristrutturazione, che da alcuni giorni sono in corso all’interno della palazzina occupata abusivamente dagli autonomi del Centro Sociale Lambretta in via Edolo, hanno fatto andare su tutte le furie gli esponenti del centrodestra milanese. Secondo Marco Osnato, parlamentare di Fratelli d’Italia, i lavori hanno “lo scopo di guadagnare spazio per mettere in piedi qualche attività commerciale con cui sostenere le loro attività illegali“, con l’aggravante di essere svolti “senza alcuna autorizzazione e in spregio di tutte le norme di sicurezza”. “La questione più preoccupante – aggiunge Osnato – è che senza un sopralluogo preliminare non è stato accertato cosa contenesse il tetto che hanno demolito – concludendo – dopo i pasti, i bravi ragazzi della Brigata Lena Modotti, potrebbero avere distribuito amianto al vicinato“. Il capogruppo di Forza Italia in Consiglio Comunale, Fabrizio De Pasquale, è invece convinto che a i fondi necessari alla ristrutturazione derivino “attività di consegna pacchi alimentari in subappalto da Milano Aiuta“. “Tutto naturalmente senza ne Scia né concessioni edilizie – sottolinea anche de Pasquale, aggiungendo – né tantomeno col consenso del proprietario“. “Fra breve – conclude De Pasquale – in Via Edolo, a pochi metri dall’ufficio condono dell’ Assessore all’ Urbanistica del Comune,sorgerà un nuovo Ostello/Discoteca totalmente fuorilegge sia dal punto di vista edilizio che da quello sanitario e commerciale“. Samuele Piscina, Presidente del Municipio, non usa mezzi termini nei confronti degli occupanti, rimarcando che le loro attività sono “fuorilegge a discapito degli onesti cittadini che devono subire ogni tipo di sopruso da parte di questi delinquenti”. “La cosa assurda – rimarca Piscina – è che l’Assessore Maran ha una sede comunale sulla stessa via“, chiedendosi come sia possibile che “l’Assessore non si sia accorto dell’abuso edilizio“.”Un normale residente avrebbe già preso una multa decisamente salata – conclude Piscina – Le regole devono valere per tutti e non solo per gli onesti cittadini! Per questo motivo ho prontamente segnalato l’abuso alla Polizia Locale“. Su una cosa concordano i tre esponenti del centrodestra milanese, ciò che sta accadendo avviene, “nella totale indifferenza del Sindaco Sala“, che, insieme al Prefetto, sollecitano ad intervenire al più presto per fare cessare l’abuso.  

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