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Truppo e Rocca (FdI): il Comune non faccia marcia indietro sui buoni pasto

“I lavoratori e le lavoratrici del Comune di Milano, insieme alle rappresentanze sindacali sono sul piede di guerra per la totale chiusura dell’Amministrazione Comunale di fronte alla richiesta di avere buoni pasto cumulabili e spendibili anche nella grande distribuzione, come indicato in un documento di Fratelli d’Italia approvato in Consiglio comunale in fase di Bilancio e a nuove, necessarie assunzioni per migliorare la qualità lavorativa dei dipendenti e dei servizi offerti ai cittadini milanesi” Così in una nota Riccardo Truppo e Francesco Rocca,rispettivamente Capogruppo e Consigliere Comunale di Fratelli d’Italia a Palazzo Marino. “Proporre un ticket non cumulabile e convenzionato solo per alcuni esercizi commerciali come ipotizzato sinceramente, non solo contravviene ad un impegno chiaro preso, ma peggiora l’attuale situazione, soprattutto per quei lavoratori che svolgono le proprie mansioni in zone periferiche della città, come per chi lavora nei cimiteri di Lambrate, Bruzzano e Chiaravalle” aggiungono i due meloniani per poi concludere “Pretenderemo dalla Giunta e dalla Sinistra milanese il rispetto della delibera approvata proposta da Fratelli d’Italia, tutti così attenti agli slogan sul salario minimo, e di ascoltare le istanze dei dipendenti comunali”.

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ZTL scendono dell’8% gli ingressi. Monguzzi (Verdi): dati ingannevoli

Secondo i dati diffusi da Palazzo Marino, nel mese di marzo sono (dell’8%) gli accessi nelle ztl di Area B e Area C  rispetto allo stesso mese del 2023. Nonostante questo l’utilizzo dei mezzi pubblici risulta stazionario mentre è in aumento quello dei parcheggi di interscambio.
 Secondo l’ultimo report di Amat gli ingressi in Area C segnano una diminuzione del 6,46% dal lunedì al venerdì, il sabato -6,88%, fino a raggiungere un -9,9% la domenica. 
Diminuiscono, rispetto all’anno scorso, anche gli ingressi in Area B sia nei giorni infrasettimanali (-4,66%), sia il sabato (-10,02%) e la domenica (-14,35%). 
Rispetto al mese di febbraio, nei giorni infrasettimanali, per entrambe le ztl si tratta di diminuzioni più accentuate (era stato registrato un calo del 2,77% per Area C e del 3,21% per Area B). Va però considerato che quest’anno le festività pasquali sono cadute nel mese di marzo e ciò ha influito sulla media degli ingressi. In caduta libera i dati relativi allo sharing, che per bici e monopattini risente del minor numero dei mezzi a disposizione dopo i nuovi bandi: il car sharing cala del -16,5%, il bike sharing diminuisce del -22,2%, lo scooter sharing del -37,6% e i monopattini in condivisione del -67,8%. Dati che non convincono il Consigliere Comunale dei Verdi Carlo Monguzzi, secondo cui “Il Comune fornisce considerazioni ingannevoli”. “Ed è il terzo mese di fila che fa così per dimostrare che le auto diminuiscono e non è vero” aggiunge Monguzzi per poi elencare i motivi: “1)Confrontare marzo 2023 con marzo 2024 è ingannevole perché a marzo 2024 ci sono state le vacanze di Pasqua e quindi una forte diminuzione delle auto. Prova ne è che la diminuzione più consistente c’è stata il sabato e la domenica quando Area B è C non sono attive, questo già rende ridicole le considerazioni del Comune. 2) si continua a nascondere gli ingressi prima delle 7.30 e dopo le 19.30 che sono ogni giorno 50mila per area C e 200mila per area B 3) non viene più fornito l’indice di congestione del traffico che è  l’indicatore vero perché misura il traffico dalle 6 alle 24″. “È il solito imbroglio per non riconoscere che area B e C vanno riformate e in fretta. Giornalisti per favore riportate la verità!” conclude Monguzzi.

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Monguzzi e Mulinacci (Verdi): Il contrasto al consumo di suolo si deve tradurre in azioni concrete

“Abbiamo presentato una mozione al Consiglio Comunale e al Consiglio del Municipio 5 per chiedere che i terreni di Vaiano Nord, Sud e Bellarmino siano integralmente ceduti al Comune, destinando perciò le cubature preesistenti ad aree soggette a rigenerazione urbana” lo comunicano con una nota Carlo Monguzzi, Consigliere Comunale di Europa Verde e il Presidente del consiglio di municipio 5 Massimo Mulinacci di Europa Verde. “Se ciò non avverrà – proseguono i due – a Vaiano Valle toccheranno terra, senza molta grazia né leggerezza, un bel po’ di appartamenti sul libero suolo. Nessuna rigenerazione urbana. Consumo di suolo garantito di un terreno di alto valore agricolo e paesaggistico, un terreno dove passano rogge e canali, costeggiato dalla Vettabbia e con la falda soggiacente a pochi metri. Da quasi quarant’anni, la minaccia di cementificazione non si è ancora esaurita. Siamo infatti nelle ex aree d’oro, soprannome guadagnato al tempo dello scandalo che portò alle dimissioni dell’allora sindaco Tognoli”. “Il terreno di Vaiano Valle nord è la vittima di un accordo, accordo che ha spostato il 90% delle volumetrie da Vaiano Valle sud e Bellarmino verso altre aree cittadine – spiegano Monguzzi e Mulinacci – aree oggetto di rigenerazione urbana, lasciando però Vaiano Nord alla mercé del mattone.Al di là del valore di questo accordo del 2019, che ha rimosso dai terreni l’incubo di circa 40 ettari di insediamenti su terreno agricolo, non è accettabile che si rinunci a liberare integralmente tutte le aree, individuando un terreno “vittima”, destinandone 30000mq all’edificazione e lasciando nelle mani dei co struttori il 10% degli altri due; un 10% non urbanizzabile, ma comunque a disposizione dei costruttori”. “Il suolo agricolo urbano non può essere ancora il luogo di espansione della città e di contrattazione speculativa; è invece un patrimonio da salvare e dal quale partire per la riconquista del suolo perso. Prima che parta la progettazione esecutiva firmata dalle ruspe, chiediamo di liberare da* vincoli ed acquisire integralmente queste aree, conquistando circa 540000mq di terreno libero e verde che per noi non sono d’oro, ma di oro zecchino. Queste aree dovranno essere inserite integralmente nel parco sud e l’area di Bellarmino dovrà essere integrata nel parco Ticinello, confinante per circa un chilometro e sua naturale destinazione” concludono Monguzzi e Mulinacci.

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Otto nordafricani denunciati e uno arrestato per l’attacco alla Brigata Ebraica

Non avevano nulla a che fare con il 25 aprile e probabilmente neanche sanno cosa sia la festa della Liberazione né, tantomeno, cosa rappresenti la Brigata ebraica. Vanno in giro vestiti con tute delle squadre di calcio e con i capelli rasati ai lati, bivaccando spesso sotto la loggia dei Mercanti; sono tutti nordafricani di seconda generazione, figli di migranti arrivati in Italia per lavorare. Sono stati loro i protagonisti dell’episodio più violento avvenuto ieri in piazza Duomo, a margine della manifestazione a Milano che aveva già visto tensioni tra forze dell’ordine e manifestanti pro Palestina. Uno con la bandiera palestinese, altri con aste di bandiera e un altro ancora con un coltellino, non avevano partecipato alla manifestazione ma, quando sono usciti da un fast food, si sono trovati davanti lo spezzone del corteo che comprende anche la Brigata ebraica. Si sono infilati nello ‘scudo’ creato dai City Angels a protezione degli ebrei che contribuirono alla Resistenza, hanno danneggiato lo striscione di Sinistra per Israele e sono volati insulti, calci, pugni fino a quando è intervenuta la Polizia che ne ha portati nove in questura. Otto sono stati solo denunciati, per ora, in quanto non vi è la prova che chi aveva il coltellino l’abbia usato contro il ragazzo rimasto ferito ieri lievemente a un braccio, mentre un egiziano di 21 anni è stato arrestato per aver colpito con un bastone un addetto alla sicurezza della Brigata ebraica, ferendolo. Sono tutti accusati di istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa mentre l’egiziano è stato arrestato e denunciato anche per il possesso del bastone. “Cercavo di mettere fine a un litigio, a un certo punto uno mi ha picchiato, così ho reagito. Io non ero contro nessuno”, si è difeso davanti al giudice delle direttissime che ha convalidato l’arresto e disposto il divieto di dimora a Milano con il nulla osta per l’espulsione, in quanto irregolare in Italia. Per il direttore del Museo della Brigata ebraica di Milano, Davide Romano, “l’aggressione da parte di ragazzi arabi con i conseguenti ematomi e tagli riportati da chi manifestava pacificamente con la Brigata ebraica, sono ferite all’intero 25 aprile”. Romano ricorda come in piazza Duomo, durante gli interventi istituzionali, gli attivisti pro Palestina hanno fischiato anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala e i vertici dell’Anpi, oltre alla Brigata ebraica. “La legittimazione di gruppi ProPal con pulsioni antidemocratiche ha avuto il risultato di riempire piazza Duomo di minoranze di fanatici pro Hamas, pro ayatollah iraniani, pro Putin e pro Erdogan. E nel contempo noi che ci siamo schierati dalla parte della democrazia, noi che volevamo ricordare la Resistenza della Brigata ebraica e degli ucraini in Italia, oltre che portare con noi i dissidenti di oggi iraniani, russi e eritrei, siamo stati aggrediti”. Le tensioni del 25 aprile hanno avuto strascichi anche a Roma davanti a La7, dove studenti di Cambiare rotta e Osa hanno protestato contro il giornalista David Parenzo che era con la Brigata ebraica ieri a porta San Paolo, dove si è sfiorato lo scontro con i manifestanti pro Palestina. I giovani hanno chiesto al giornalista “di fare dietrofront, di condannare quello che è successo e di prendere le distanze”. Parenzo aveva spiegato che si trovava a Porta San Paolo insieme al rabbino capo e al presidente della comunità ebraica per deporre la corona. “Signor Parenzo si rimangia quello che ha detto riguardo agli studenti contro la guerra?”, hanno anche chiesto i ragazzi. Immediata la replica del giornalista. “Io rendo conto di quello che dico e non di altro. Ognuno si assume la responsabilità delle proprie parole. – ha detto – Mi hanno messo nel mirino come fossi un criminale”. ANSA

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TPL: Piscina (Lega): da Sala mancanza di strategia per sviluppo, servono metropolitane

“A Milano non viene ideata una nuova linea della metropolitana da quando la metropoli era amministrata dal centrodestra. Dal Sindaco di una città europea quale la nostra non abbiamo bisogno di scuse, ma di progetti e investimenti”, interviene Samuele Piscina, Consigliere Comunale di Milano e Segretario provinciale della Lega. “È un dato di fatto che, da quando a Milano governa la sinistra, il trasporto pubblico e privato sia in grande crisi, complice una visione miope e la completa mancanza di strategia politica dell’Amministrazione. È infatti sotto gli occhi di tutti che le uniche opere che si stanno realizzando siano frutto del lavoro delle precedenti giunte di centrodestra, nonché di finanziamenti governativi e comunitari come il prolungamento della M4 a Segrate o della M1 a Monza e a Baggio, fortemente voluto dal Ministro Salvini. Al contempo, in questi 13 anni i milanesi hanno subito i continui rincari dei biglietti e degli abbonamenti ATM, tanto voluti da PD e amici di sinistra che al contempo hanno demonizzato il mezzo privato creando un cortocircuito coercitivo che non ha condotto ad alcun risultato positivo. Infatti, l’utilizzo dei mezzi privati nel 2023 è aumentato del 7,4% e i mezzi pubblici sono stati abbandonati rispetto al 2019, a fronte di prezzi sempre meno abbordabili e tragitti sempre meno convenienti. È infatti un dato di fatto che le corse dei mezzi di ATM siano meno frequenti, con attese che spesso superano i 30 minuti, e le tratte siano nettamente diminuite con la soppressione di molte linee. Al contempo, a chi è ricco viene consentito l’utilizzo di auto nuove e luccicanti, mentre chi non possiede sufficienti risorse economiche deve pagare dazio, colpevole di inquinare”. “In questo contesto catastrofico è difficile sopportare le parole del Sindaco che ammette di non sviluppare nuove linee della metropolitana a causa dei costi di servizio, con ricavi non sufficienti a causa della fallimentare visione politica della stessa amministrazione, e dando la colpa alla carenza di autisti ai quali il Comune offre stipendi da fame per il costo della vita della nostra città. Urge una nuova strategia! Se davvero l’amministrazione vuole indirizzare i cittadini all’utilizzo del mezzo pubblico, sviluppi nuove linee della metropolitana, aumenti le corse di superficie rendendo i prezzi più accessibili e contrasti seriamente l’evasione tariffaria. È evidente che il Primo cittadino non sia un manager sufficientemente capace. Milano non può continuare a rimanere immobile, ha bisogno di opere importanti per poter riprendere la sua crescita. Da troppi anni la nostra metropoli è ferma, con conseguenti sviluppi negativi per i cittadini”, conclude Piscina.

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De Chirico (FI): regole sulle intitolazioni valgono solo per chi non piace alla sinistra?

“Presenterò un’interrogazione per capire se è stata chiesta per le sorelle D’Ambrosio la deroga che la giunta ha rifiutato a Marco Pannella dicendo che non ce ne sarebbero più state” ha dichiarato Alessandro De Chirico, consigliere comunale del gruppo misto, dopo aver appreso che dopo soli 5 anni dalla morte della partigiana comunista Leda D’Ambrosio è stato dedicato un parco a lei e sua sorella Wally (della organizzazione Unione Donne Italiane, vicina al PCI). “Il Consiglio Comunale già anni fa votò per dedicare a Marco Pannella i giardini vicino a San Vittore, l’assessore Del Corno aveva assicurato che avrebbe rispettato il voto dell’aula e poi ha fatto il contrario spiegando che la regola per cui bisogna aspettare 10 anni è una regola di buon senso” spiega De Chirico “Buon senso venuto meno quando è stata poi dedicata la Palazzina Liberty agli idoli della sinistra milanese Dario Fo e Franca Rame e una scuola a Umberto Eco, sempre amato a sinistra. In questa consigliatura ho ripresentato la richiesta di dedicare a Pannella quei giardini, dato che la proponente precedente, la attuale Presidente del Consiglio Comunale del PD, Elena Buscemi ha completamente abbandonato quella richiesta dopo il voltafaccia della giunta”. “Ricordo – aggiunge l’azzurro –  che durante il voto la maggioranza è andata in crisi dovendo ricordare l’impegno preso per Pannella, ma anche contemporaneamente l’impegno opposto a non dare più deroghe. E così si è ribadito di fronte alla mia richiesta di dedicare qualcosa a Silvio Berlusconi, per cui si è dovuta muovere la Regione che gli ha dedicato un Belvedere. Il paradosso è che ci ritroviamo Terni che gli ha dedicato un piazzale e la città dove è nato, morto e che ha reso ancora più grande come imprenditore e presidente del Milan non gli ha dedicato e non vuole dedicargli nulla. Ora però scopro che dopo soli 5 anni, ancora per amici della sinistra, si fa lo “sconto” e si dedica un parco alle sorelle D’Ambrosio”. “Evidentemente quando Del Corno parlava di buon senso nell’aspettare 10 anni intendeva buon senso nel non concedere onori a chi non ha piegato la testa al Partito Comunista” conclude De Chirico.

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